Le poesie di mio fratello…il quasi…buddha…quasi uomo…

Voglio ubriacarmi delle cose piu’ basse

toccare il fondo della fugacita’

essere istinto disperato e nulla piu’

e poi rinascere come la bellezza del loto

dal fango

e di tutta questa saggezza farmi esperienza.

 
Luca, Dublino,  24 Ottobre 2005
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La mia Lettera a Ciampi

>  —–Original Message—–
> From: Enrica Armenante 
> Sent: 15 October 2005 16:08
> To: ‘presidenza.repubblica@quirinale.it
> Subject: Att.ne Presidente C.A.Ciampi
>
>
> Caro Presidente Ciampi,
>
> Se leggera’ o no questa email non lo so. La ragione mi dice che sono senza
speranza, il cuore mi ricorda che e’ la speranza che fa muovere il mondo e le
idee.
>
> Sono una cittadina italiana, emigrata a Londra mio malgrado per
l’istostenibile situazione economica e lavorativa in cui l’Italia e’ veneuta a
trovarsi.
> No, non sono qui a lanciare accuse all’attuale governo, o al precedente, ma e’
un dato di fatto difficilmente negabile. In Italia non si vive piu’ bene. (Forse
lei si, considerato che fa il Presidente, e questo comporta qualche beneficio)
>
> Caro Presidente Ciampi, io amo profondamente e visceralmente il mio paese.
> L’italia di Garibaldi e Mazzini, di Galileo e Michelangelo, L’Italia dalle
colline dolci, di persone gioviali e amichevoli, della Pizza,della mozzarella di
bufala e della Pasta…
>
> Eppure, devo ammettere, che mi mortifica profondamente vedere al governo del
paese personaggi di una tale ignoranza, storica e politica, indagati, e
condannati, razzisti ed esaltati, poveri di spirito e di idee.
>
> Signor Presidente. Io so che nella sua posizione non c’e’ molto che lei possa
fare…eppure qualcosa ci dovra’ pur essere…Per favore…difenda il suo
paese…lei e’ il nostro Presidente!!
> Che gli Italiani abbiano votato il nostro attuale parlamento e’ un fatto…ma
che poi si diventi gli zimbelli del mondo, ridicolizzati da libri e giornali di
tutta Europa, questo la dovrebbe far pensare.
>
> In Europa gira un libro dal titolo: il buco nero dell’Italia…la foto in
copertina…il nostro primo ministro.
>
> Ho paura Sig. Ciampi.
>
> Ci stiamo trasformando in una semidittatura…leggi referendarie abrogate a
piacimento da politici che non so piu’ quali e quanti rappresentino…
> Io voglio fare qualcosa.
> Vorrei mandarli a casa tutti, vorrei che persone di valore (PIUTTOSTO CHE
PORNOSTAR E VELINE  E LOSCHI AFFARISTI) usassero il parlamento per creare
qualcosa di buono. In politica non si andra’ mai daccordo…lo so…siamo tutti
diversi…ma se la diversita’ si basa sul rispetto e la solidarieta’, il dialogo
diviene costruttivo…Non e’ forse la diversita’  il patrimonio dell’umanita’?
>
>
> Ma lei ci va in Parlamento ogni tanto? Li vede i comportamenti dei nostri
parlamentari anche davanti a scolaresche in visita? Il linguaggio che usano da
solo mi fa rabbrividire: IO NON DEVO FARLE ESEMPI. LEI LO SA.
> Come fa a ratificare la legge sull’immunita o tutte le altre leggislucole a
cui abbiamo assistito negli anni piu’ recenti?
> Ma insomma…lei NON  puo’ dire "no! Non posso farlo, e’ immorale tutto
questo?"
>
> Capisco che lei e’ il presidente ed e’ super partes…ma insomma…lei
dovrebbe anche assicurare che la dignita’ del nostro paese non finisca in un
gabinetto! lei e’ prima di tutto un italiano…poi presidente…
>
> Mi aiuti a capire, mi dica perche’ non vuole proprio aiutarlo il suo
paese…la prego…prenda una posizione…non ci lasci in queste mani…Lei e’
un anziano…io spero uno di quegli anziani saggi, come lo era mia nonno, che
come lei ha fatto la guerra.
>
>
>
> Io non sono una parsona particolarmente intellettuale…anzi non lo sono
affatto..leggo quello che posso, quando posso, mi impegno in piccole attivita’
per contribuire socialmente, ma non sono ne un genio ne ho la pretesa di dirle
cio’ che deve fare…io non saprei da dove cominciare…
>
> Ma ha senso tutto questo?Cose belle e grandi sono state fatte da uomini grandi
non senza lottare: per carita’…non sono una rivoluzionaria, e la pace e’ il
mio sogno, ma la nostra bellissima Costituzione e’ divenuta carta straccia,
eppure, a scriverla, c’erano uomini che avevano profondi ideali, che hanno visto
la brutalita’ della guerra e della storia…>
> Cio che vediamo noi oggi e la TV, con programmucoli pulp fiction e con le
veline seminute…cosa si aspetta da noi? Ci dia una mano…
> Mi dica , Sig. presidente, cosa posso fare per tirare fuori la mia italia da
questo inferno, dove politici vilipendiano il tricolore, nel vero e proprio
senso della parola, che e’ reato, ma tanto che importa… hanno l’impunita’…
>
> Dove i politici sono tutti presenti per votare all’aumento di stipendi e tutti
a qualche convegno quandol’argomento non ha un fine personale e personalizzato,
come le leggi ad HOC, e quando persone come me, centinaia di migliaia, si
laureano e si ritrovano a fare i camerieri in nero, senza un futuro, una
pensione, e dove arrivare a fine mese diventa ogni giorno piu’ dura. Io sono
disposta al sacrificio: se da un piccolo male , nasce un grande bene, io mi
adatto, stringo la cinghia ed aspetto. Non faccio polemiche inutili e complesse.
Nella mia ignoranza do’ sempre una possibilita’, anche a chi non mi piace.
Aspetto, stringo la cinghia e aspetto.
>
> Per carita’…non sono nazionalista…ma L’Italia e’ il mio paese, ci sono
cresciuta ed ho imparato a convivere con le cose belle e le meno belle, con la
disoccupazione ed il traffico, con la mafia e la corruzione…ma "Bruciate il
tricolore" da un uomini del parlamento, no, non lo posso accettare.
>
> Mi dica, Sig. Presidente cosa posso fare. Se pensa che cambi qualcosa, che
generi un seguito, mi lego ad uno dei nostri obelischi e inizio lo sciopero
della fame. Oppure la, prego e con tutto il cuore, mi dia un consiglio, che non
sia quello di aspettare, mi dia una direzione da seguire e io la ascoltero’.
>
> Lei, se avesse di nuovo la mia eta’ ed ancora vivo l’amore per la giustizia ed
ideali profondi…se fosse un  ragazzo di 25 anni, uno studente di 18, un
intellettuale o un lavoratore di 30 …che farebbe oggi?
>
> Sign Presidenrte, le lo ha vissuto il fascismo…il re d’Ialia lascio’
fare…e poco dopo fu la II guerra mondiale.
> La prego di far sentire la sua voce, di non lasciare che questi uomini piccoli
facciano a pezzi l’ultimo straccio di dignita’ che resta al nostro stivale.
>
> Lei mi insegna, la storia mi insegna.
> Non posso aspettare che qualcuno cambi l’Italia per me. Allora le chiedo, mi
aiuti a fare qualcosa per il nostro paese.
>
> La prego profondamente di ascoltare questa voce tra le voci, e di rispondermi.
>
> Con rispetto e molta preoccupazione
>
> Enrica Armenante, 31 anni
> Cittadina Italiana e del mondo
>
>

Londra

I supermercati inglesi sono sostanzialmente tre: Tesco, Sainsbury”s e Waitrose. Le sezioni dei supermercati sono innumerevoli, ma una breve passeggiata tra gli scaffali vi fara” rendere conto che alcune sono decisamente piu” importanti di altre. Spingere il vostro carrello nelle varie corsie vi dara” molte risposte sulle abitudini culinarie in UK.
Dopo essere passata davanti alla "edicola" del supermercato, scontrandomi con chi esce (uscita ed entrata spesso sono in comune), passati i pomodori che non sanno di pomodoro e la lattuga che sa di lattuga di plastica, entro in una corsia che ha gli stessi colori di Las Vegas e probabimente e” il posto dove gli inglesi giocano d”azzardo la loro salute. Trenta metri di snack, barrette di cioccolato, barrette di cereali, barrettine di cereali al cioccolato, patatine, patatine al sale e aceto, patatine alla Marmite, patatine al formaggio e cipolle, patatine al gusto pizza, patatine al gusto patatine (non molto in voga), cereali arricchiti, cereali impoveriti, cereali al miele, miele ai cereali, cioccolato con mandorle, cioccolato con nocciole, cioccolato con poco cioccolato, Mars, Super Mars (doppia grandezza), Snikers, Bounty blu, Bounty rosso, Twix, mini-Twix, …. Se il progresso si misura in quante qualita” di barrette puoi scegliere,l’’Italia e’’ al medioevo. Mi sposto, ingrassata, da quel reparto maledetto, ma svoltato l”angolo qualcosa di peggio mi aspetta. Il mio sguardo si imburra. Quindici metri di frigorifero e nel frigorifero un solo prodotto in mille marche diverse: il burro. Burro nei seguenti formati: 100gr, 250gr, 500gr, 1kgr! Pensavo che le confezioni da 1Kgr fosse riservata alle mense. Mi sbagliavo.
Il contenuto calorico del mio corpo sale, e sto solo guardando. Ho sete e vengo presto accontentata. Entro nel reparto del te” e caffe”. Enorme, elegante, con una scelta infinita. Penso: il cioccolato e” eccitante. La caffeina e” eccitante. Gli inglesi mangiano molto cioccolato e bevono tanto te”. Gli inglesi devono essere nervosi. Strano, ma non sembra. Le loro convenzioni sociali, evidentemente, riescono a sopprimere istinti aggressivi. Spero di non doverlo scoprire mai.
L’’ultimo angolo e ho fatto. Guido il carrello inferocita, ma qualcosa mi blocca: gli spaghetti italiani in lattina. Amici inglesi, ne ho viste di tutti i colori qui in Inghilterra, ma questa non dovevate farla. Avete inscatolato il mio orgoglio italiano. Gli spaghetti in lattina. E” come dipingere i baffi alla Gioconda.
Presto mi accorgo che i delitti si susseguono. Le Italian Soup mi fanno rabbrividire. Prendo alcuni vasetti che riportano la scritta "Italian". Leggo l”etichetta e gli ingredienti e mi chiedo "ma noi in Italia ce lo abbiamo questo?". Scopro che e” tutta una mossa commerciale, visto che qui il cibo italiano sta diventando very trendy. Poso il mio barattolo di "Typical Italian Curry Soup" e commossa mi dirigo alla cassa. Compro ancora una pizza surgelata, ma qualcosa non mi torna: non riesco a vedere la base e a trovare la mozzarella. Mezzo chilo tra ceddar cheese, peperoni, cipolle, prosciutto a cubetti e mais trasformano la piatta pizza in una collina calorica.
Inizio a mettere tutto sul tappetino scorrevole della cassa e mi preparo a ricevere ed imbustare la spesa dall”altra parte della cassa. Dopo qualche minuto il mio sacchetto conta tre articoli, qualcosa non funziona. La cassiera, flemmatica, ha la stessa velocita” delle nonne che attraversano la strada. Ispeziono le altre cassiere e riscontro lo stesso scenario. Il cibo fresco scade prima che il bip della cassiera ne registri il prezzo.
 
Italiani a Londra