ma qui…sempre di pane si parla?

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
lascian camminando due ombre che s’uniscono,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s’uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E’ la felicità una torre trasparente.
L’aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l’eternità della natura.
 
(Cento sonetti d’amore, XLVIII)
-Pablo Neruda
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Pane ed inesperti panettieri

“Quando lo vedo mi viene da piangere, a volte. Mi diede un compito per casa, una volta. Voleva che le descrivessi il sapore del pane ferrarese. Ci davamo spesso compiti per casa. Per pensarci e dedicarci del tempo anche quando non stavamo insieme. Perché è il tempo che ho dedicato a lei che la rendeva così speciale. Perché nonostante le sue spine era molto fragile. Non voleva conoscere il sapore del pane ferrarese: voleva che mi esprimessi.”
Diegosan
Quando Diegosan scrisse ” il sapore del pane Ferrarese”, sul suo blog, io ero assente e silente.
Ritrovandomi dopo tanto cercare, tempo dopo, trovai anche i suoi ricordi, del pane che facevamo insieme, di cui ci scambiavamo ricette, formule magiche, riti propiziatori e semi di sesamo e girasole.
Fare il pane non e’ facile, e’ un’arte a parte, ci vuole pazienza e amore. E’ stata una bella lezione da imparare, anche se difficile. Tra noi di amore ce n’era tanto, ma forse, la pazienza mancava.
Non si diventa panettieri in pochi mesi. Il fornaio esperto sa, che occorre sacrificio, alzarsi nel cuore della notte, pesare gli ingredienti, odorare l’impasto, sincerarsi che il forno raggiunga l’esatta temperatura e che sia costante. Come il cuore.
Poi aspettare.
Ancora.
Ancora un po’.
Prendiamo il caffe’? che sapore ha?
Per saperlo non basta berlo, ti devi alzare la mattina con le gocce di brina ed infreddolito, devi sgattonare in cucina con gli occhi chiusi, caricare la macchinetta di acqua e fiori, accendere il fornello e regolarne il fuoco, poi occorre sedersi, aspettare, annusare nell’aria l’odore intenso e familiare e sentirlo borbottare mentre lentamente sale. Occorre poi versarlo, con zucchero a piacere, mescolare..e berlo ancora caldo e aromatico. Questo.’ e’ il suo sapore.
Non si puo’ descrivere il sapore del pane se non si e’ fornai. Per esserne in grado, occorre farlo.
Questa, Diegosan, era la risposta giusta.
Ma io so, e tu sai che io so.
Con tanto cuore
Enrica e Chicca