Big Yellow Taxi di Joni Mitchell

Big Yellow Taxi

Uno dei testi più famosi della cantautrice canadese, ampiamente usato dai movimenti anti-sprawl.

 Dall’album "Ladies of the Canyon", 1970

They paved paradise
And put up a parking lot
With a pink hotel, a boutique
And a swinging hot SPOT
Don’t it always seem to go
That you don’t know what you’ve got
‘Til it’s gone
They paved paradise
And put up a parking lot

They took all the trees
And put them in a tree museum
And they charged the people
A dollar and a half just to seem ‘em
Don’t it always seem to go,
That you don’t know what you’ve got
‘Til it’s gone
They paved paradise
And put up a parking lot

Hey farmer, farmer
Put away that DDT now
Give me spots on my apples
But LEAVE me the birds and the bees
Please!
Don’t it always seem to go
That you don’t know what you’ve got
‘Til its gone
They paved paradise
And put up a parking lot

Late last night
I heard the screen door slam
And a big yellow taxi
Took away my old man
Don’t it always seem to go
That you don’t know what you’ve got
‘Til it’s gone
They paved paradise
And put up a parking lot

I said
Don’t it always seem to go
That you don’t know what you’ve got
‘Til it’s gone
They paved paradise
And put up a parking lot
They paved paradise
And put up a parking lot
They paved paradise
And put up a parking lot

Hanno asfaltato il paradiso
E ci hanno fatto sopra un parcheggio
Con un albergo rosa, una boutique
E un posticino alla moda
È proprio vero, va sempre così
Non sai quel che hai
Fin quando non c’è più
Hanno asfaltato il paradiso
E ci hanno fatto un parcheggio

Hanno preso tutti gli alberi
E li hanno messi al museo delle piante
Fanno pagare la gente
Un dollaro e mezzo solo per vederli
È proprio vero, va sempre così
Non sai quel che hai
Fin quando non c’è più …

 

Hey, contadino
Metti via quel DDT adesso
Lasciami le chiazze sulle mele
Ma LASCIAMI gli uccelli e le api
Per favore!
È proprio vero, va sempre così
Non sai quel che hai
Fin quando non c’è più …

 

Ieri sera tardi
Ho sentito sbattere la porta di ingresso
E un grosso taxi giallo
Si è portato via il mio vecchio
È proprio vero, va sempre così
Non sai quel che hai
Fin quando non c’è più
Hanno asfaltato il paradiso
E ci hanno fatto un parcheggio

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Happy Birthday Madonna!

 
Bellissima poesia postata per me su facebook da Philo.
 
meritava..
 

"Good Morning Madonna

Wishing you a very happy birthday! Have a fantastic day-off at the Kubrick exhibition, please give my regards to Dr Strangelove if he is there.

Philo x x

P.S. And for you today, I have a very special present! – extracts from text written by Sam Levenson, which was selected by Audrey Hepburn as her favourite piece of writing."

TIME-TESTED BEAUTY TIPS

For attractive lips, speak words of kindness.

For lovely eyes, seek out the good in people.

For a slim figure, share your food with the hungry.

For beautiful hair, let a child run his fingers through it once a day.

For poise, walk with the knowledge you’ll never walk alone.

We leave you a tradition with a future.

The tender loving care of humans will never be obsolete.

People even more than things have to be restored, renewed, revived, reclaimed and redeemed and redeemed and redeemed.

Never throw out anybody.

Remember, if you ever need a helping hand, you’ll find one on the end of your arm.

As you grow older, you will discover that you have two hands: one for helping yourself, the other for helping others.

Your "good old days" are still ahead of you, may you have many of them.

 

The beauty of a woman is not in the clothes she wears, the figure that she carries, or the way she combs her hair. The beauty of a woman must be seen from in her eyes, because that is the doorway to her heart, the place where love resides.

The beauty of a woman is not in a facial mole, but true beauty in a woman is reflected in her soul. It is the caring that she lovingly gives, the passion that she shows, and the beauty of a woman with passing years only grows.

It’s Wonderful…

Via con me

Paolo Conte

P. Conte

(1981)

Via, via, vieni via di qui,
niente più ti lega a questi luoghi,
neanche questi fiori azzurri…
via, via, neanche questo tempo grigio
pieno di musiche
e di uomini che ti sono piaciuti…

It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful,
good luck my babe,
it’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful,
I dream of you…
chips, chips, du-du-du-du-du

Via, via, vieni via con me,
entra in questo amore buio,
non perderti per niente al mondo…
via, via, non perderti per niente al mondo
lo spettacolo d’arte varia
di uno innamorato di te…

It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful…

Via, via, vieni via con me,
entra in questo amore buio,
pieno di uomini…
via, entra e fatti un bagno caldo,
c’è un accappatoio azzurro,
fuori piove un mondo freddo…

It’s wonderful, it’s wonderful, it’s wonderful…

Guide Enogastronomiche – Idee regalo per Natale

Vorrei segnalare due ottime guide di ristoranti, enoteche, forni , cioccolaterie e quant’altro, che credo siano un ottimo regalo da fare ad un amico per Natale.
Conosco personalmente uno dei curatori, e ne consiglio vivamente l’acquisto…
Le Guide su Roma in realta’ sono due…
Roma per il goloso, e Roma nel piatto ( a chi piace l’Umbria c’e’ anche quella…)
 
La trovate nelle edicole e nelle grandi librerie, tipo Feltrinelli…
 
Vale la pena…date un’occhiata..
 
 

Roma per il Goloso – ed. 2008

Curatore/Autore: Fernanda D’Arienzo

Roma per il Goloso è una guida informativa ai negozi enogastronomici della Capitale, suddivisi per categoria e per quartiere, giunta quest’anno alla terza edizione. Nella guida sono riportati 534 indirizzi golosi, con tanto di scheda sulla loro offerta, appartenenti ad una delle seguenti tipologie: enoteche, gastronomie, panifici, pastifici, macellerie, pescherie, formaggerie, pasticcerie, gelaterie, cioccolaterie, teerie, torrefazioni e utensilerie. Uno strumento indispensabile per il gourmet per individuare i luoghi del gusto di Roma, dai più noti e osannati, a quelli piccoli, ma meritevoli di attenzione.

Roma nel Piatto – ed. 2008

Curatore/Autore: Simone Cargiani

E’ la quinta edizione della guida dei ristoranti della Capitale. La sua caratteristica principale è data dallo stile di recensione, volutamente ironico ed informale, per far percepire al lettore ogni minima sfumatura dell’esperienza vissuta. I ristoranti (266 in questa edizione) sono stati tutti recensiti in forma rigorosamente anonima e, per essere liberi da conflitti di interesse, si è deciso di non vendere loro pubblicità. Completano la guida una sezione dedicata ai ristoranti etnici (40), una alle pizzerie (54), una ai luoghi per consumare i riti dell’aperitivo e del brunch (56 indirizzi) e 21 mappe del centro di Roma con collocati i locali provati.

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"Innanzitutto perché Pecora Nera? Perché vogliamo essere una voce fuori dal coro nel mondo dell’enogastromia. E’ sotto gli occhi di tutti quello che sta avvenendo con la cucina e il vino da tempo diventati un fenomeno di massa e di costume: gli interessi economici sono cresciuti a dismisura e gli investimenti pubblicitari “guidano” ormai gran parte dei contenuti dell’editoria di settore. Il caso più eclatante è quello del vino, con produttori che vedono i loro riconoscimenti in termini di critica crescere in modo proporzionale agli spazi pubblicitari acquistati. Non dissimile è la situazione della ristorazione, segmento che seguiamo più da vicino: cuochi diventati star, critico gastronomico e ristoratore spesso uniti da interessi in comune (consulenze, pubblicità, convegni, e via dicendo). Insomma un insieme inestricabile di conflitti di interesse che, almeno a parere nostro, fanno perdere credibilità all’editoria critica di settore (le guide che fanno graduatorie, per intenderci).

Per questi motivi, nel maggio del 2005, dopo aver pubblicato per due anni la guida “Roma nel Piatto” con l’aiuto di un editore specializzato in tutt’altro settore, abbiamo fondato la nostra casa editrice. La mission è semplicissima: realizzare guide evitando ogni conflitto di interesse con i soggetti valutati, i ristoratori nella fattispecie. Lungi da noi la volontà di fare i soloni e salire in cattedra; raccontiamo semplicemente le nostre esperienze, tutte vissute in forma rigorosamente anonima pagando il conto, cercando di porre l’attenzione su tutti quegli aspetti che interessano il lettore. La cucina, certo, ma anche il servizio, stigmatizzando comportamenti scorretti verso l’avventore, ahimé non così rari. Abbiamo inventato l’acqua calda, verrebbe da dire. In tutta sincerità anche noi pensavamo fosse così, ma poi dal di dentro ci si rende conto di essere sottoposti a molteplici pressioni ed è difficile restare duri e puri. Grazie a voi e all’ottimo riscontro di vendite che ci avete da subito garantito, quella che sembrava un’utopia è diventata una realtà che, seppur fra mille comprensibili difficoltà, sta consolidandosi."

 

www.romanelpiatto.it

www.umbrianelpiatto.it

Il cuore parla a bassa voce…

Devo a Barbara questa bella storia, che non conoscevo, che leggo solo ora, ma che nella mia vita ed in quella di M. ha un senso.
Una storia che leggendola mi ha fatto venire un brivido, perche’ senza volerlo, mi ha ricordato di un lettera che ci siamo scritti tempo fa.
Non la conoscevo, davvero mai mai letta. …sara’ vero allora?
 
 
Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
 
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"

"Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro.

"Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.

"Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo.

E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?"

Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò: " Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro.

D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente.
E perché?

Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."

 
In fine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

Mahatma Gandhi
 
 
 
Grazie Barbarella…di nuovo attingo dalle tue perle di saggezza…

Volevo amarti un po’…

 

Volevo Amarti Un Po’

Volevo amarti un po’
per non soffrire più
tu eri quello giusto per giocare
per divertirsi ancora
per ridere di noi
per non pensare troppo
per dormire…

poi ho sentito
la tua energia
la tua testa dura
la tua follia
la tua dolcezza
che mi ha viziata
ed il girasole
della tua risata
e con te potrei
gettare via
il mio tempo che coltiva
la malinconia
volevo amarti un po’
ma ti amo già di più
è questo che mi fa più paura…

ma grazie a te
sorrido anch’io
perchè affronti tu
al posto mio
i miei fantasmi
e i miei non so
e il mio ribellarmi
finchè vivrò
e anche se ti chiamo
il mio bambino
forse è già destino che
tu mi porti via

volevo amarti un po’
ma ti amo già di più
è questo che mi fa più paura
volevo amarti un po’
ma ti amo già di più
e ti mi chiedi se
sono tua ?…

 

 Ornella Vanoni

Itai Doshin

Uniti come i pesci e l’acqua
diversi corpi, stessa mente

illustrazione: Valeria Gasparrini

«In generale, che i discepoli di Nichiren, preti e laici, recitino Nam-myoho-renge-kyo con lo spirito di "diversi corpi, stessa mente", senza alcuna distinzione fra di loro, uniti come i pesci e l’acqua, questo si chiama eredità della Legge fondamentale della vita. In ciò consiste il vero scopo della propagazione di Nichiren. Se è così, anche il grande desiderio di kosen-rufu potrà realizzarsi. Ma se qualcuno dei discepoli di Nichiren distrugge l’unità di "diversi corpi, stessa mente" sarà come chi distrugge il proprio castello dall’interno».

I primi due punti riguardano la fede della singola persona, mentre quest’ultimo coinvolge l’intera comunità dei credenti che aspira alla realizzazione di kosen rufu: per ereditare la Legge fondamentale di vita e morte è necessario costruire e modellare la propria fede all’interno della comunità buddista, realizzando un sangha armonioso attraverso l’unità di itai-doshin.
Senza questa condizione non è possibile propagare ampiamente Myoho-renge-kyo, la Legge che permette l’ottenimento della Buddità.
A cosa si riferisce Nichiren quando dice «senza distinzione fra di loro»? Ci sta ammonendo a non avere un atteggiamento egocentrico e antagonista nei confronti degli altri.
Fare distinzioni fra se stessi e gli altri costruisce e alimenta un cuore discriminatorio, che crea la separazione e la rottura. Gli effetti di tale atteggiamento interiore portano a chiudersi e a sentirsi in competizione con gli altri. O a preoccuparsi solo del proprio tornaconto personale, ad autocompiacersi escludendo tutti coloro verso cui non si prova simpatia. Anche le distinzioni operate da Nikken fra il clero e i laici rientrano in tale atteggiamento.
Un ichinen caratterizzato da un tale ego crudele non può ereditare la trasmissione del Budda. Perciò il requisito per costruire l’unità di itai-doshin è "gettare via" questo cuore egocentrico e arrogante.
L’espressione «come i pesci e l’acqua» si riferisce a un’intima difficoltà di separarsi. I pesci non potrebbero vivere senza il sostegno dell’acqua, è impossibile per loro interrompere questa relazione, altrimenti morirebbero. Allo stesso modo noi compagni di fede dovremmo sentire la necessità vitale di rispettarci a vicenda, proteggerci l’un l’altro e provare reciproca gratitudine.
Cosa significa avere «lo spirito di itai-doshin (diversi corpi, stessa mente)»?
Itai, diversi corpi, vuole indicare il fatto che per quanto riguarda la fisionomia, il carattere, l’intelligenza, gli interessi, ognuno ha la propria individualità, le proprie peculiarità, una posizione sociale o una storia diversa.
La stessa mente, doshin, significa avere lo stesso obiettivo, gli stessi valori, lo stesso intento, lo stesso cuore/mente.
Il concetto di itai-doshin illustra come numerose persone, con caratteristiche e peculiarità proprie, quando agiscono con lo stesso cuore sprigionano una forza così grande che da soli non potrebbero tirare fuori.
Nel Gosho Itai doshin Nichiren scrive: «Cento o mille persone possono senza dubbio realizzare il loro scopo se hanno lo stesso spirito» (SND, 4, 268). Quando le persone si riuniscono con l’intento di realizzare lo stesso obiettivo, la cosa più importante è l’unità di itai-doshin.
Attraverso lo spirito di itai-doshin il singolo riesce ad armonizzarsi perfettamente con l’insieme delle altre persone. In ambito buddista, la peculiarità del principio di itai-doshin è quella di far sgorgare in maniera copiosa l’individualità e le capacità di coloro che hanno fede nel Gohonzon e serbano in cuore il desiderio di salvare tutta l’umanità attraverso la realizzazione di kosen-rufu.
In altri termini, mantenendo la stessa mente i diversi corpi hanno la stessa importanza. Se invece non si accettano le differenze dei singoli e si forza ad avere lo stesso corpo, si finisce col cadere nel totalitarismo.

LA MENTE DI NICHIREN
Il legame che lega i diversi corpi è la stessa mente, la stessa mente che crede nel Gohonzon. Nel Gosho Il vero aspetto di tutti i fenomeni il Daishonin dice a Sairen-bo: «Se hai la stessa mente di Nichiren…»; "stessa mente" indica la mente del Budda, avere la "stessa mente" significa fare del grande obiettivo di kosen-rufu la propria missione.
Per realizzare doshin non bisogna pensarla allo stesso modo o desiderare le stesse cose, ma condividere lo stesso voto del Budda. Serbare in cuore il voto del Budda permette di costruire la stessa mente.
Ma senza cambiare la propria condizione vitale non si può lavorare per creare questo tipo di unità: mettersi d’accordo può porre fine a un litigio, ma non crea l’unità di itai-doshin.
Cercando invece di sviluppare la stessa condizione vitale rispetto a un obiettivo, come la realizzazione del voto di Nichiren, riusciamo ad avere la stessa mente. Solo quando condividiamo lo stesso cuore, lo stesso obiettivo del maestro, creando con lui una relazione diretta, possiamo realizzare itai-doshin e costruire dei legami che vanno al di là dello spirito di compagnia, realizzando dei castelli di persone di valore, dei castelli di felicità.
«In ciò consiste il vero scopo della propagazione di Nichiren»: questa frase significa che il motivo fondamentale della propagazione della Legge mistica è il desiderio di realizzare delle relazioni meravigliose, una straordinaria solidarietà tra le persone a un livello profondo della vita.
Con il costante ampliamento di questo tipo di relazioni in itai-doshin, afferma Nichiren, «il grande desiderio di kosen-rufu potrà realizzarsi» senza alcun dubbio.
Itai-doshin
crea la forza dinamica che permette di realizzare kosen rufu.

Al contrario, l’espressione "una mente diversa" si riferisce a coloro che commettono la grave offesa di rompere l’armonia fra i credenti. E ciò equivale a offendere Myoho-renge-kyo. Per questa ragione Nichiren Daishonin ammonisce: «Sarà come chi distrugge il proprio castello dall’interno».
L’espressione itai-ishin (diversi corpi, diverse menti) descrive la disunità, una condizione in cui le persone non solo sono differenti nella fisionomia e nel carattere, ma hanno anche cuori divergenti e ognuno agisce in base al proprio egoismo.
Costoro, afferma Nichiren, sono come i soldati ai quali è stata affidata la protezione del castello ma che invece aprono le porte ai nemici, distruggendolo così dall’interno. Ed esprime lo stesso concetto quando scrive che il leone viene ucciso dai vermi all’interno delle sue viscere, e non da un nemico esterno.
Avere una "mente diversa" descrive essenzialmente il tradimento nei confronti dell’intento di Nichiren Daishonin.
Ciò avviene a causa dell’arroganza, dell’egocentrismo, dell’illusione, degli attaccamenti… Quando si persegue solo il proprio guadagno personale, o ci si basa sull’emotività o si viene consumati dall’arroganza, si cade preda della lamentela, dell’insoddisfazione, dell’odio e della gelosia. In questo modo si diventa nemici della fede pura, si diventa come chi distrugge il castello dal proprio interno.

Per noi membri della Soka Gakkai è fondamentale unire il nostro cuore con quello dei tre presidenti Makiguchi, Toda e Ikeda, che rappresentano l’esempio dello spirito del Daishonin e hanno costruito l’unità all’interno della nostra organizzazione, che è la comunità armoniosa dei praticanti buddisti. I tre presidenti hanno lo stesso cuore di Nichiren Daishonin e creano di conseguenza un vero sangha. Qui si trova la sorgente di tutte le nostre vittorie – un punto che vorrei che ognuno di voi incidesse nella sua vita.
L’espressione "diversi corpi, diverse menti" indica invece coloro che perdono di vista il cuore e l’intento del maestro e finiscono col seguire solo il loro punto di vista, oppure rimangono intrappolati nei propri desideri e nella propria emotività. Nonostante venga data loro la fiducia per proteggere il castello, lo distruggono dall’interno e permettono al nemico di infiltrarsi.