Pensiero sulla debolezza e sul coraggio

C’è un discorso in cui Daisaku Ikeda cita Gandhi:
 
 «Un uomo che dice farò qualcosa "nei limiti del possibile" tradisce sia il suo orgoglio, sia la sua debolezza, nonostante questo possa sembrare segno di umiltà. Non c’è traccia di umiltà in un simile atteggiamento mentale".
In sintesi, chi fa tiepide dichiarazioni è allo stesso tempo arrogante e vile».
 
Daisaku Ikeda col suo maestro Josei Toda
 

Le peregrinazioni di Dijkstra

 

La Strada Non Presa

 Divergevano due strade in un bosco

Ingiallito, e spiacente di non poterle fare

entrambe essendo un solo, a lungo mi fermai

Una di esse finchè potevo scrutando

Là dove in mezzo agli arbusti svoltava.

 

Poi, presi l’altra, che era buona ugualmente

E aveva forse i titoli migliori

Perché era erbosa e poco segnata sembrava;

Benchè, in fondo, il passare della gente

Le avesse davvero segnate più o meno lo stesso,

 

Perché nessuna in quella mattina mostrava

Sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.

Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno !

Pure, sapendo bene che strada porta a strada,

Dubitavo se mai sarei tornato.

 

Questa storia racconterò con un sospiro

Chissà dove tra molto tempo:

Divergevano due strade in un bosco, e io…..

Io presi la meno battuta,

E di qui tutta la differenza è venuta.

 

Robert Frost

 

0(|V| * log|V| + epsilon)

Ti amo come se mangiassi il pane

          

Ti amo come se mangiassi il pane

Ti amo come se mangiassi il pane

spruzzandolo di sale

come se alzandomi la notte bruciante di febbre

bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto

ti amo come guardo il pesante sacco della posta

non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia

pieno di sospetto agitato

ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo

ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il

crepuscolo scende su Istanbul poco a poco

ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

Nazim Hikmet            

Domenica culturale: un po’ di Shakespeare

 

Sonetto 29 “quando caduto in disgrazia alla fortuna e agli occhi degli uomini”

 

 

quando caduto in disgrazia alla fortuna e agli occhi degli uomini

mi lamento in solitudine del mio triste stato,

e disturbo il cielo sordo con inuti lamenti,

e valuto me stesso, maledicendo la mia sorte,

invidiando chi e’ più ricco di speranza,

immaginandomi bello come lui, favorito dagli amici,

desiderando dell’uno l’arte, dell’altro i vasti orizzonti,

minimamente contento di quanto io posseggo;

 

eppure, quasi dispezzandomi in questi miei pensieri ,

mi capita talvolta di pensare a te, e allora,

come l’allodola che si libra al sorgere del sole

dalla grigia terra, canto inni di gioia alle porte del cielo.

 

il ricordo del tuo dolce amore tale dovizia arreca

che disprezzo di cambiare il mio stato con un re.

 

 

Sonnet 29 "When in disgrace with fortune and men’s eyes"

When in disgrace with fortune and men’s eyes,
   I all alone beweep my outcast state,
And trouble deaf Heaven with my bootless cries,
   And look upon myself, and curse my fate,
Wishing me like to one more rich in hope,
   Featured like him, like him with friends possessed,
Desiring this man’s art, and that man’s scope,
   With what I most enjoy contented least:
Yet in these thoughts myself almost despising,
   Haply I think on thee,–and then my state
Like to the lark at break of day arising
   From sullen earth, sings hymns at heaven’s gate;
For thy sweet love remembered such wealth brings
   That then I scorn to change my state with kings’.

                                                     William Shakespeare  

 

                                                             (1564 – 1616)

Frasetta del giorno

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"Chi conosce gli altri è sapiente, chi conosce sé stesso è illuminato. Chi vince gli altri è potente, chi vince sé stesso è forte."
 
Che vuoi farci, ho amici stimolanti, pochi, ma ne ho. Mi lasciano sempre con frasi e parole su cui riflettere. Condivido allora. Una volta mi piaceva farlo spesso.
 
 

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scopiazzamento doveroso

 
In questi giorni sono incappata in numerosissimi blog pro/contro scienza e religione, argomento di attualita’ sentitissimo a quanto pare.
 
Io ho una mia idea in proposito, ma non vi tediero’, ben sapendo che tanto, ognuno ha la sua, che la mia e’ rigorosamente e felicemente non oggettiva e di parte, e facilmente confutabile.
 
Devo tuttavia segnalarvi un post divertentissimo, di un mio caro amico, che mi ha fatto tanto, ma tanto ridere.
 
Il link al post del 15 Gennaio: La teiera celeste di Bertrand Russer
 
Ve lo copio tuttavia qui sotto, certa che Diego, ovvero il Capitain, non se la prendera’. Se siete utenti Splinder, lasciate un commentino al suo post, ne sara’ lietissimo.
 
Lo scopiazzamento rigorosissimo e’ un Omaggio a Diegosan, capitano senza paura ( oddio, magari un po’ ne ha).
 

La teiera celeste di Bertrand Russel.

Altro punti di riflessione interessante che ho trovato nel libro di Dawkins.
Cito da Wikipedia che cita Russell:
«Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c’è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su una orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi, purché mi assicuri di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata, sia pure dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che -posto che la mia asserzione non può essere confutata- dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe con tutta ragione che sto dicendo fesserie. Se, invece, l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità, ed instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente.»

Si, spunto interessante. A parte che, se uno crede nella teiera celeste sono fatti suoi e mi riguarda poco, e poi non credo che la teiera celeste di Russell ed il Dio che intendiamo noi siano la stessa cosa. Mettiamola così.
Per tornare sulla tesi del post del 30 Dicembre, se, appena finita la preistoria, su pensieri, parole ed opere della teiera celeste fosse stato composto un poema epico monumentale, se ci fossero dipinti e racconti che illustrano magistralmente le storie della Madre della Teiera, degli Apostoli della Teiera, se nel nostro linguaggio dicessimo "O Teiera mia!"… Se un uomo, professandosi Figlio della Teiera o Profeta della Teiera avesse creato e diffuso un pensiero che ha cambiato il corso della storia, se in nome della teiera celeste fossero state combattute guerre, se ci fosse un discreto numero di persone che ritiene che la Madre della Teiera può guarire dalle malattie e i martiri in nome della Teiera compiere ogni genere di miracoli… Si, sosterrei che la Teiera Celeste, a suo modo, esiste. Non lo so se inviterei il sommo apostolo della Teiera all’inaugurazione dell’anno accademico, pero’.
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memecambogiano

 
MEMECAM.jpg picture by Enripoppins
Eccomi! Ci sono, ci sono…un po’ lenta ma ci sono.
Ancora sottofuso, quindi perdonate la brevita’.
 
Neanche ho messo piede a casa che il blog di Nando lampeggia defcon 1, meme pronto per me. Rispondo prontamente con il meme fotografico delle ballerine Apsara di Siem Rep di cui sopra..
Azz.
 
Poi continuo..
Il meme e’ questo: riportare 1 5 blog piu’ interessanti o piu’ letti, credo eascudendo quello delle persone che ce lo hanno proposto.
Cito "  cinque nominati dovrebbero a loro volta veicolare il meme così da farlo espandere all’infinito, se fa loro piacere; l’importante è averli segnalati come fonte di idee e riflessioni.".
Ecco i miei, in ordine alfabetico.( ne avrei dovuti riportare 300, scuse sentitissime a tutti gli Innominati).
 
thinking blog arward

Barbarina 1969, begli interventi, spesso illuminanti.

Diario del Capitano, mi costringe a parabole mentali che sono un prodigio intellettuale

max946, e’ ancora nuovetto, ma la persona e le sua testa meritano.

Samuele, anche questo e’ un blog recente, ma pieno di spunti interessanti. Anche lui spesso parabolico.

Tono, riflessioni iperboliche di un poeta fingitore.

 

 

Questi sono i blog, non unici, che leggo volentieri.

Ora vado a farmi un te’, e a tirare qualche pecora che Nando si sta gia’ lamentando dell’iperaffollamento.

Il viaggio e’ stato molto bello, faticoso ma bello, report ad un altro momento, mo nun gliela fo’.

Per intanto, la truppa ( io sono quella molto Vietnamita):

truppa.jpg picture by Enripoppins