Diario – Ballata della Solitudine, Ballata del ritorno

 

Ballata della Solitudine.

Te
lasciarti essere te
tutta intera
Vedere
che tu sei tu solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire
Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare
Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione e saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto-
di tutto
quel che tu sei
Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza
Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile

Te- Erich Fried

 

Tra Mercoledi’e Giovedi’ ti accorgi che qualcosa non va.

Sei particolarmente stanca, ti senti sun un filo di seta colorata che sta sbiadendo.

Ti devi fermare, ti dici.

Con grande sforzo rinunci ad un fine settimana in tenda a Sperlonga con gli amici, perche’ sai, perche’ lo sai, di cosa hai bisogno.

Di silenzio.

Di silenzio hai bisogno.

Decidi che a dispetto di tutto, soldi compresi, te ne andrai per una notte a coccolarti, un centro termale poco lontano d Roma fa’ al caso tuo.

Ne approfitti perche’ i tuoi affetti non ci saranno a tenerti compagnia questo fine settimana, e sabato mattina, fai un lungo sospiro, prendi la tua valigetta a rotelle striminzita, e ti chiudi dietro la porta.

Sul treno ti senti come una bambina che ha smarrito i genitori, ma con fiducia si mette in cammino perche’ lei sa, si lo sa, o crede di sapere, dove trovarli.

Avevi occhi grandi sul quel treno, che mentre andava sembrava sussurrarti di aver sbagliato strada, che forse non era proprio li che saresti dovuta andare, ma dalla parte opposta, o forse no, avevi saltato la fermata, ma non sai e rimani li, attendendo che le porte si aprano finalmente nel luogo che Tu hai scelto.

Un giorno solo, ti dici, guardando il tuo biglietto di ritorno.

Quello che doveva essere un fine settimana rilassante inizia e svelare la vera natura del tuo cuore, della tua scelta, anche a te stessa nascosta, poco dopo. Arrivare alla meta e’ piu’ complicato del previsto, o forse e’ solo il cuore stanco.

Eri li perche’ volevi fermarti, e non hai fatto i conti con le implicazione di una scelta di solitudine.

La solitudine e’ tua nemica, ma nella vita, anche la tua piu’ grande alleata. Per vincerla l’hai dovuta conquistare, per esorcizzarla, diventarne compagna. Se la respingi, se la combatti, hai scoperto tanto tempo tempo fa, ti spossa. Se l’accogli, ti dara’ forza.

E’ una Fata dal brutto aspetto, lei, la tua alleata. Eppure, se a volte le sue magie sanno di muschio e amarezza, ti ha sempre mostrato una strada, quando  sembravi esserti persa.

Eri una bambina sola, ed ora, adulta, non sai piu’ trovarti se non tra le sue braccia senza mani per accarezzarti.

Eri li, e lei con te. Sono trascorse ore, interminabili ore nelle quail hai viaggiato senza sapere se saresti mai tornata, senza sapere se avevi davvero voglia di tornare, o semplicemente scappare.

L’incatesimo nero della Solitudine,  sembra doverti sempre far toccare l’inferno, per finalmente permettere di ritrovarti.

Avresti piu’ volte voluto, sperimentando quel  dolore di strana natura, chiedere aiuto, lasciarla li, la solitudine, con le sue magie tenebrose. Sei stata fortunata, perche’ l’unica voce a cui avresti voluto chiedere conforto, era lontana 400 kilometri, e lottava con la sue, di solitudini. Se avessi potuto chiedere aiuto, avresti spezzato un incantesimo doloroso ma necessario. E allora sei rimasta li, con poche parole veloci scambiate per telefono e solo te stessa, perche’ il temporale, prima o poi, dovra’ passare.

Mi sono alzata stamane e’ ancora una volta, l’incantesimo era avvenuto. Serena, riposata, come scrollatami di dosso la pioggia di catrame che mi aveva avvolto alla stazione, arrivata a destinazione il giorno prima.

 

Ballata del Ritorno.

Treno in stazione.

Telefonata divertente.

Fumetti nella testa

Musica dal fondo della carrozza.

“La Somma dei giorni” a farti compagnia, e con lei tutta la tribu’ della Allende.

Pensi non ho mai avuto una tribu’

Sarebbe stato bello?

Sarebbe stato complicato?

Pensi a Pippo e al suo dolore.

Pensi a Roberto che non sa se valga la pena scalare una Via.

Stazione Termini e i turisti.

Tu e il tuo sciocco diaro in testa.

Shopping veloce per i saldi in stazione.

Canotta a righe per te, costume arancione per Pippo.

Sorridi.

Autobus verso casa,

Spii ignari turisti che conversano in inglese. Parlano di andare lontano, in Australia forse, in crescita, dicono.

E tu ci pensi, all’Australia, a questo sogno ingenuo ed esotico, di cambiare continente, per cambiare te.

Benvenuti nella mia citta’, pensi.

Qui o in Australia non c’e’ differenza, se dai a te stesso il tempo di trovarti quando ti senti perso.

Qui, in una qualunque localita’ temale della Ciociaria, in Australia.

Anche se hai paura, fermati, dovunque tu ti trovi, lascia che la pioggia scenda dai tuo occhi se deve, lascia che passi il temporale.

Lascia che il silenzio della solidutine faccia la sua magia.

Sono a casa, vi scrivo, per dirvi che oggi c’e’ il sole, per dirvi che nel mio cuore c’e’ stata una piccola magia.

Sono a casa per dirgli che si, magari non c’entra nulla, ma lo amo.

Tardo autunno
la prima neve
le strade di notte
ghiacciate
ma verso te

Poi all’alba
la ferrovia
monotona
stancante
ma verso te

Verso la tua voce
verso il tuo essere
verso il tuo essere tu
verso te.

-Ritorno a Brema- Eric Fried

 

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