The Reader, A voce Alta.

 
148052-1.jpg picture by Enripoppins
Ho visto un film stasera. The Reader, A voce Alta.
Per smetter di piangere sono dovuta correre qui a scrivere.
E’ una storia molto triste, ma quello che mi colpisce nn e’ tanto la storia, ma la complicatezza misteriosa e sconosciuta della vita nostra e degli altri.
La  fallibilita’ dell amore di fronte alle imperfezioni delle cose, delle persone, delle parole.
La sua durevoleza nonostante tutto.
 
I rimpianti inevitabili.
l’incapacita’ di comunicare quando da dire c’e’ solo del dolore.
La macchie che devono rimanere per sempre.
 
La vergogna.
Il lutto.
Le parole non dette. Quelle dette che non sono mai uscite dalla bocca, e che per qualche insolito ed oscuro motivo, sono rimaste li, tra labbra e cuore.
La paura, la condanna.
La sordita’.
Richieste di aiuto che si perdono nel silenzio, nel dubbio, nel rancore.
Le ragioni degli altri.
Le nostre.
Il giudizio.
Cio’ che si apprende e cio’ che gli altri credono che tu abbia imparato, e quanto questo non sia per nulla importante.
 
 
 
Non si riesce sempre a spiegare tutto.
Non si puo’ sempre spiegare tutto.
 
Cose e sentimenti a volte sono capaci di rivoluzioni strane, percorsi che nn si possono raccontare, cui la parola non renderebbe giustizia e non basta. 
 
Ecco, io so solo sentire.
Scontero’ mai tutta la pena?