Mamma

 
 
Oggi e’ uno di quei giorni in cui avrei bisogno della mia mamma.
La cerco ma non la trovo.
Lei e’ cosi’, introvabile a volte, una trottola creativa e sempre in giro.
Mi piace cosi’.
 
Pero’ mamma, promettimi che appena ci vediamo mi darai un grande bacio.
Un abbraccio forte.
Ti voglio bene mamma.
Stai sempre con me.
Con noi.
 

 

anche Le mie parole

Le mie Parole
 
Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
a lungo spasimate e poi centellinate, sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l’amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate…
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire…
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate
 
Samuele Bersani

Il canotto che ho nel cuore.

Si torna dalle vacanze.

I nostri amici postano le foto, tu metti le tue, ti guardi un inverosimile numero di album virtuali  ed ecco che “ CICCIABUM”, ritorna anche la faccia del tuo Ex, (quello che ti ha massacrato di insulti, ha detto di te peste e corna ai sui amici e sul blog ( il tuo, tralatro) e ti ha fatto vedere i sorci verdi per un immeritato ammontare di tempo che tu gli hai stupidamente conceduto), tra le miriadi di foto che sfogli.

Che ve lo dico a fare, mi e’ montata una rabbia da rinoceronte.

Ripenso a quell’amicizia in comune che ora non lo e’ neache piu’, che mi ha ferito ed ha preso le sue parti, con aria di sufficienza, non per lealta’, per amicizia, o per coerenza, ma per opportunismo e convenienza. Ed io me li ritrovo li tutti sorridenti a fare i frikkettoni in spiaggia. Mi viene da pensare “ spero che gli si buchi il canotto ed affoghino”. Vabbe, in senso figurato, ovviamente.

Ripenso al passato, a quanto ho fatto per tenere in piedi quello stupido mazzo di carte e a quanto invece non ne valesse affatto la pena, di quell’amicizia, di tutta quella storia dolorosa, di quel dolore.

Vado al computer e mi dico “ora scrivo un post velenosissimo e faccio fuori nomi e cognomi dei traditori, dei cattivi, dei feroci.

Elenco fatti e mifatti e li sputtano tutti quanti perche’ sono stanca di starmene qui buona a subire soprusi e a fare laparte della ignobile e poco coraggiosa. “

Poi ripenso un attimo, e mi ricordo chi sono e perche’.

Il chi sono beh, non ve lo spiego, in fondo tanto bene ancora non lo so nenache io, ma il perche’ e’  molto della questione. Io sono cio’ che sono perche scelgo, ogni momento di odiore o amare, di creare valore o gettare napalm.

Ho scelto di andare a meditare un po’ e nonostante avrei volentieri sputato un po’ di veleno contro i rei delittuosi, ho trattenuto il respiro e le (invero meritate) cattiverie.

Fa male quando finisce una storia e fa male scoprire che hai investito nell’amicizia sbagliata.

Li seduta davanti alla mia vita, ho chiesto di riuscire a trovare persone ed amicizie di valore, vere e belle.

Poco dopo, mentre sistemavo l’armadio, mi chiama un’amica, aveva bisogno di fare due chiacchere ed abbiamo cenato insieme. In realta’ non ci conosciamo bene, ma lei ha sentito di potersi fidare di me per una chiaccherata, cosi’ entrambe, abbiamo fatto le nostre confidenze l’un l’altra.

Sono stata benissimo.

Chiaccherata impegnativa, ma molto bella. Ci siamo salutate con un bel Gongyo ( la nostra preghiera buddista della sera).

Ed ora sono qui, in fondo ancora un po’ incazzata ma senza voglia di avvelenare la mia vita con il rancore. Ad ognuno di noi, loro compresi, la vita portera’ il conto, quindi penso a quello che di mio ho da pagare e credo onestamente che ce ne sia abbastanza per non dovermi preoccupare di portare il conto ad altri.

Ho scelto anche stavolta di seguire la parte buona del cuore e non quella arrabbiata. Di questo, vado orgogliosa, perche’ non e’ che sia sempre proprio cosi’ facile.

Kokorozashi: la direzione profonda del cuore.

Ero sincera quando ho chiesto per me delle amicizie belle e vere. Neanche finisco di meditare che una di queste  mi bussa al citofono.

A volte me lo dimentico: quando il cuore bussa alla porta, l’universo gli apre.

Sempre.

 

Notte a tutti e buon canotto.