Dai Conan.

 

 

Caro Papà,

Son passati più di quattro anni, e non ti ho più scritto.

Ti parlo spesso, lo sai, ma improvvisamente mi sono ricordata di averti fatto una promessa e non averti mi aggiornato.

Volevo dirti , papà, che sono felice.

Beh, lo sai come la penso, fino in fondo, felice, non potrò mai veramente sentirmi, se il mondo, questo mondo insano, continua ad annaspare cosi dolorosamente  in tanta follia.

Diciamo comunque, che la mia parte, da essere umano, umana come sono, credo di averla fatta, e di continuare a farla con una certa dignità, una certa fierezza, diciamo.

Sono stati difficili, questi anni senza di te, ma ho conosciuto bellissime persone, ho ritrovato vecchi amori, ricucito relazioni, eliminato cancrene,  conosciuto tanto miei limiti e scoperto in me una grande forza.

Ti ho portato con me in tutti i posti che ho visitato, tanti,  tra scoperte ed avventure incredibili, colpi di scena e  disillusioni.

C’è stato anche tanto dolore, ma anche cosi tanta meraviglia da riuscire a cancellare per dei brevi ed incredibili momenti, le storture di questo mondo così assurdamente malato, affaticato, alieno a tanto del mio modo di sentire e di vedere.

Papà, continuo ad incontrare persone piene di poesia, ma anche tante piene di dolore, intrise di luoghi comuni, di falsi miti ed incredibili illusioni.

Credo si chiami vita, e sono contenta che ancora mi sorprenda, nel bene e nel male.

E si, mi sorprendo ancora di cose terribilmente banali, e se fossi con me, te lo chiederei, papà, ti chiederei quale sia la tua risposta, se hai soluzioni, o cosa tu avresti pensato quando la vita avesse sorpreso anche te.

Ho tante domande per te papà.

In ordine puramente sparso, per esempio:

“Papà” ti chiederei, per esempio “ Perché la guerra.”. Perché ecco, non ci arrivo. No, da qualunque angolazione la guardi, non ci arrivo.

“Papà”, ho capito si, ho capito che la paura, come negli animali, è un’emozione che ci avverte del  “possibile” pericolo. Eppure ti chiedo papà, perché nessuna altra emozione è in grado di avvertirci della bellezza che ci avvolgerebbe se solo non dessimo sempre retta alla paura? Perché la paura sembra essere l’emozione che più di tutte condiziona le nostre vite? E’ triste papà, la paura sembra costituire la radice di tutti glia schiaffi che diamo alla felicità quando ci si presenta davanti. Conosco tante persone spavalde, apparentemente forti, che nascondono dietro libertinismi e libertà una fottuta paura di amare, di dedicarsi davvero ad amare qualcuno, uno solo, uno alla volta.  Poi ti guardano e ti dicono “ perché voi donne..perché voi uomini, perché la libertà, perché sei banale, perché l’amore è banale…” . Provo tanta tenerezza, papà, poiché lo sai, io conosco la paura, la conosco bene, la riconosco e lo vedo, quanto sono fragili, quanto sono fragile. Sorrido, e vado avanti. La paura è un’emozione che credo possiamo vincere solo ingaggiando una strenuissima lotta con noi stessi.  Non servirebbe a nulla rassicurarli. Eppure papà, mi viene voglia davvero di abbracciare chi ha paura,  anche dei perfetti sconosciuti.  Papà, lo so, non ricordarmelo, ho davvero una pessima attitudine alla tenerezza.

“Papà”, perché mi hai lasciato quest’Italia a pezzettoni, maleodorante e corrotta, al limite della dignità umana,  priva di valori, con il senso etico di Jack Lo Squartatore?

“Papà”, perché se voglio informarmi, devo stare a sentire personaggi improbabili come la Comi, biechi ed amorali come la Santanchè ed il suo compare Sallusti. B. non te lo nomino, e neanche le sue puttane ed i suoi tristissimo bordelli, ma se fossi qui, te lo chiederei papà “ ..ma tu, ci sei andato in piazza, quando eri ragazzo,  da giovane, a ribellarti? Tu papà, cosa hai fatto realmente o cosa non hai fatto, o cosa pensi che avresti potuto fare, per evitarmi tutto questo quotidiano vagare nell’imbarbarimento più disumano e violento di questa società indecente?  Papà, ci hai messo tutto te stesso per impedire che ciò avvenisse, o eri distratto, perché eravamo piccoli, perché avevi la tua famiglia e tanti problemi di cui farti carico? Non è certo un rimprovero, è davvero una domanda che mi piacerebbe farti, tu che ideologicamente socialista, quei socialisti li, non li hai mai voluti votare. E’ una domanda che mi faccio, mi faccio davvero,  per sapere se vale la pena di lottare, per provare a  lasciare un futuro più pulito,  a chi verrà dopo di me, o se qualsiasi lotta sia davvero inutile, come quando nelle nostre ultime chiacchierate affermavi con veemenza che essere idealisti non avrebbe pagato, che tu stesso ti eri arreso perché non era una guerra ad armi pari, che potevo anche smettere di avvelenarmi le giornate, dovevo iniziare a pensare più a me, e tenermi  strette le mie cose, senza voltarmi indietro e costruirmi la mia pagina di serenità.  Papà di dicevo, come si può essere sereni, se tutto intorno al tuo bellissimo e curatissimo giardino, c’è un nauseante odore di carogna?

Ecco papà che poi da li, dalla guerra, a questa società malata, il filo conduttore della stupidità, sembra emergere piuttosto prepotentemente.

La stupidità “papà”, me lo domando spesso,  è genetica?  Parlando con una persona che stimo molto, molto più intelligente di me,  e che sostiene che l’intelligenza sia una questione di geni, oggi ho affermato “ Io so di non essere la persona più intelligente della terra”..poi però, avrei aggiunto (e questo non l ho detto, l’ho solo pensato) : “ ma mi accontento di sapere di non essere la più stupida”.  Si insomma, se intelligenza e stupidità fossero genetici, saremmo spacciati . Siamo spacciati lo stesso, dato che prima o poi,  tra uno a due miliardi di anni, la perdita di energia termica dal nucleo della Terra, l’aumento costante della radiazione solare, la trasformazione dello stesso in una gigante rossa con la conseguenza sua espansine nell’orbita terrestre, metterà la parola fine al nostro ridente pianeta con umani e disumani annessi e connessi. Però ecco, questa questione della stupidità e dell’ intelligenza, mi sembra un po’ come quella del libero arbitrio. Non so se mi segui. Se il mondo è nelle nostre mani, e se le nostre mani sono maggioritariamente stupide, come potranno, pochi intelligenti salvare il pianeta dalla rovina? Fino ad ora, mi sembra, che la stupidità abbia di gran lunga prevalso e non riesco ad essere ottimista. Insomma Pà, io piuttosto che immaginarmi il pianeta piombare in un era postnucleare alla Conan, propenderei per l’interruzione della procreazione. Diciamo ecco, se proprio il pianeta deve saltare in area, che lo faccia con il suo corso nell’orbita di una gigante rossa, non per mano di bombe che uomini incredibilmente “ Intelligenti” hanno costruito per “ paura”. Per difendere loro stessi da altri se stessi, prima mi faranno saltare in area le bellissime Dolomiti, per esempio. E non solo con le bombe, qua abbiamo anche il problema della monezza, che ci entrerà nelle budella.

Insomma papà, te lo volevo dire che si, sono felice, sebbene con riserva, ma anche che quando ti penso, e riesci a non mancarmi troppo, ti sorrido sempre, e ti riempio di domande. Sappilo papà. E si, lo so, che il mio compito ora è di trovare le risposte anche alle tue domande, a quelle a cui non hai fatto in tempo a rispondere.

Però continuo a fartele papà, quelle domande, cosi che forse tu possa sentire, che qui, siamo siamo svegli, papà, siamo attenti, siamo umani, siamo vivi, e che soprattutto, non abbiamo nessuna *paura.

Ti sento forte.

Buonanotte papà.

* – Forse giusto una o due. 🙂