..ma in tutto questo viaggiare, i sogni, dove sono andati a finire?

Mi sono svegliata pensando a mio padre.

Sono passati già 5 anni, così in fretta che non so più se la tristezza che ogni tanto si affaccia sia dovuta al fatto che mi manchi, oppure semplicemente alla fila interminabile di piccole delusioni collezionate negli ultimi anni, ed il bisogno di dare un volto all’amarezza.

Ho avuto un rapporto molto complicato con mio padre, ma alla fine, proprio alla fine, ci eravamo ritrovati.

Padre e figlia, insieme, sgangherati dalla vita, o dalla genetica forse, che non ha mai reso troppo facile le nostre avventure nel mondo, per lieve eccesso di onnipotenza.

Così oggi mi piace immaginarlo un padre perfetto, che in questo momento, se fosse qui, mi farebbe sentire semplicemente la figlia più bella del mondo, la donna più intelligente dell’universo, una bambina con un grande futuro davanti.

Una volta in prima elementare la mia maestra disse a mia madre “ Questa bambina andrà lontano”.

Eravamo alle prese con i nostri primi dettati, ma io, volevo scrivere del mio. Così, un dettato sulla primavera, si trasformò in un tema sull’odore dei fiori, sulle rondini che facevo ancora fatica a riconoscere, sulle distese verdi e l’odore del prato appena tagliato del mio cortile.

Ricordo la maestra, finire una fase ed una “piccinissima me” correre da lei con il quaderno in mano per farle “la sorpresa”.

Appena provavo ad alzarmi dal banco, lei, ignara dell’impresa d’eccezione in cui mi ero avventurata, mi ripeteva “no Enrica, non è ancora finito”.

Così dopo un po’ le frasi diventarono pensieri lunghi, la mente si mise in viaggio ed io non ricordo più come sia andata a finire.

Ho imparato presto ad accettare che la vita è tutto tranne che perfetta, così come le persone, le nostre convinzioni, e a dirla tutta, anche i nostri sogni.

I sogni per loro stessa  natura dovrebbero essere perfetti, o quantomeno perfetti per noi.

Invece io una cosa l’ho capita presto, o almeno così pensavo.

Il sogno viaggia mano nella mano con l’aspettativa, e i due compagni di viaggio, dovrebbero farsi compagnia in un abbraccio inversamente proporzionale.

Io ero una bambina con grandi sogni e grandi aspettative. Vivevo di grandi delusioni.

Così piano piano, non so neanche bene come e quando sia successo, ho iniziato ad avere piccoli sogni e piccole aspettative, tali da essere accompagnati sempre da piccole delusioni.

Ma la cosa non è che proprio abbia risolto il problema, perché oggi capisco che davanti ad una grande delusione, si può reagire, si può diventare più forti.

Tante piccole delusioni, una dopo l’altra, ti logorano lentamente, ti indeboliscono, avviliscono.

Anche se con tutta la forza, con tutto l’entusiasmo, con tutto il coraggio, anche se in fila per tre col resto di due, ti sfiancano, sfiniscono.

E tu ti alzi una mattina e ti chiedi se non avresti fatto meglio ad inseguire i tuoi grandi sogni, piuttosto che piccoli traguardi.

Chi legge il blog sa che io sono una in cammino.

Chi legge il blog e mi conosce sa che il sorriso che porto spesso con me è una sfida, piuttosto che un traguardo.

…però ho una domanda a cui davvero non riesco a dare risposta: ma in tutto questo viaggiare, i miei sogni, dove sono andati a finire?

Sogno ancora?

A parte un altro piccolo sogno, quello di un allegro casale da condividere in vecchiaia con amici cari come Mario, Alessio ed i pochi altri single come me che a 70 anni avranno ancora voglia del calore dell’amicizia, tutti gli altri sogni, si sono nascosti a questo cuoricino ammaccato o sono semplicemente e definitivamente svaniti?

Io sono una dei quelle persone in cammino.

Io sono una che guarda sempre avanti.

Sono una persona fortunata, se rifletto sul mondo che mi circonda.

Sono fortunata perché le delusioni mi hanno si, stremato, ma non mi hanno privato del sorriso.

Eppure, è così difficile camminare quando non c’è una meta ed i tuoi piedi sono pieni di cicatrici.

Eppure, a volte, non avere una famiglia, pesa.

Non avere una madre che possa essere chiamata tale, pesa.

Essere lontana dall’unico fratello con cui ti puoi confrontare pesa.

Non avere un legame forte, né rapporti, con una sorella di 14 anni più piccola, pesa.

Non avere più tuo padre, l’unico forse dopo una vita di assenza avrebbe saputo, infine, dirmi una parola magica, pesa.

Così me lo immagino adesso mio padre: intento a prepararmi la pasta e fagioli, a fare i suoi 3000 upgrade al computer, a riprogettare il bagno perché io avrei tanto voluto una vasca, a sfogliare dépliant per trovare il miglior televisore possibile da regalare alla sua bambina, a confrontare le specifiche dei robot tritatutto ed assicurarsi che vi sia anche la centrifuga e che quindi il mio acquisto sia il migliore possibile, a riparare i fornelli della mia cucina a gas ( niente battute, l’arrotino non lo chiamo).

Forse solo lui stasera potrebbe farmi sentire bellissima anche con questi due kili di troppo e gli occhi stanchi per giornate davvero troppo faticose e senza sogni.

Ce l’ ho messa tutta per essere felice.

Nonostante tutto.

Nonostante “ non sia andata poi così lontano”.

E si, sono stata brava perché spesso, un po’ felice, lo sono.

Però papà, stasera, sorridimi tu, perché non sono per nulla sicura che i piccoli segni lasciati da piccole delusioni, non mi abbiamo infine e per davvero fatto smettere di sognare.

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Ma anche VAFFANCULO.

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Mi fate ridere. Istericamente ridere.
Stiamo qui sui social Network  a discutere della violenza del linguaggio, dell’abbrutimento verbale di un movimento politico.
La teoria scolastica, quello fenomenologica, quella etica, quella formale, quella istituzionale.
Sono 40 anni che vi violentano. Che ci violentano e siamo stati in silenzio.
Sono 20 anni che ci calpestano, calpestano la nostri dignità, i nostri diritti, i nostri sogni.
Ci fanno violenza da almeno 20 anni, almeno gli anni che io ricordi meglio, e siamo stati a guardare. Abbiamo lasciato che chi avevamo eletto per aiutarci a non sprofondare, sparasse fuoco amico: chi doveva, o volevamo che ci proteggesse, ci sostenesse, non ha fatto nulla se non rimpinzarsi le tasche.
“ Nelle istituzioni il linguaggio dovrebbe essere diverso” certo, come quello di Violante che ci racconta pacatamente con toni sobri che Berlusconi è entrato in politica, distruggendo un paese ( lui e non solo lui) con la promessa di non toccare le sue televisioni.
Un ex-presidente del consiglio che va a mignotte, usa e abusa del suo potere un PD che neanche calendarizza la sua decadenza dopo condanna in via definitiva per FURTO AGLI ITALIANI. A voi, a te, a me, perché di questo si tratta.
Io sono incazzata.
Io sono selvaggiamente incazzata.
Vi accanite su uno che dice Boia ad un presidente che si fa cancellare le sue intercettazioni sulla trattativa Stato Mafia e nessuno va a prendere e a portare in galera un uomo delle istituzioni che ha messo le mani addosso ad una donna all’interno del parlamento.
Sono 20 anni che mi subisco Bossi, la merda sulla bandiera Italiana, il razzismo, la violenza intellettuale di questi statisti del cazzo cerebrolesi, però quando una persona onesta, diligente, ma seriamente incazzata, dice quello che poi tanta gente pensa perché esplode, perché e piena, perché gli tolgono con la “ghigliottina” anche l’ultimo strumento per fare opposizione, e bada bene, per proteggere i nostri diritti, non quelli di queste caste partitocratiche del cazzo, allora ecco che è disdicevole.
Mentono, col il sorriso, i congiuntivi a posto e mentono, mentono ogni giorno.
Avete una trave in culo, ce l’hanno messa loro, non questi ragazzi giovani, idealisti, magari un po’ sciocchi ( dovrebbero sapere bene che a loro non sono concessi errori), ma continuate a fare il loro gioco, quello dell’informazione di regime in mano ai partiti e a criticare le stupidaggini di queste persone poco esperte, che comunque, sono solletico rispetto a quello che abbiamo sentito tutti dire al nano sulla magistratura e alla lega sulle nostre istituzioni.
Fatela finita, svegliatevi. Non votate il Movimento, ma non votate chi questo paese lo ha disintegrato, chi ancora resuscita figure abbiette come quella di questa merda di Berlusconi, facendoci credere che non ci sono alternative.
Non ho mai fatto male ad una mosca, nel vero senso della parola. Spesso cammino guardando in terra per non uccidere le formiche e riesco a sentirmi in colpa per i batteri che comunque involontariamente ferisco. Ma se qualcuno mi chiede cosa farei alla Boldrini, dopo quello che ha fatto, le bugie che ha detto, io vi dico che LA RIEMPIREI DI SCHIAFFI FINO A FARLE CAPIRE QUANDO LA SUA FACCIA ASSOMIGLIA AL SUO CULO.
Lo dico, non lo farei mai, ma lo dico, mi sento meglio e come dice qualcuno..” Rivendico il mio diritto ad incazzarmi”.
La rete non sempre mi piace, c’è di tutto e non sono una fan della democrazia diretta: perché per votare, almeno la conoscenza di un po’ di storia e di senso civico li devi avere.
Ma non venitemi a dire che non posso dire parolacce perché non è intellettuale, non è civile, non è etico ed è svilente.
Siete voi con la vostra ottusità ad essere avvilenti. Voi che ancora difendete l’indifendibile e chi ve l’ha messa li, la trave, continua a mentire e non smetterà.
Sono stata ad una manifestazione in difesa della costituzione.
Eravamo una trentina. Una trentina su 60 milioni. Dove cazzo eravate?
Forse nei salotti bene, a disquisire di semantica con eruditi dell’ultim’ora trovati nelle patatine Crik Crok.

Non dovete votare Grillo se non vi piace.
Ma almeno abbiate la compiacenza e la decenza di guardare quello che stanno facendo i ragazzi del movimento in parlamento per voi.
Per voi, per me.
Due mandati e poi a casa, non sono li per fare soldi, non sono li per il potere.
Ci sono persone preparatissime, in gamba, con idee, proposte, leggi con coperture rispettabilissime. Prima di criticare il linguaggio, guardate i fatti.

Non dovete votare il movimento se non vi riconoscete nel programma, ma vi prego, non votate ancora questi ciarlatani di PD e PDL perché il vostro voto mi distruggerà la vita, più di quanto non abbia già fatto.
Ed allora non sarò più incazzata solo con loro, ma con tutti voi, e vi odierò tutti, perché sono stanca.
Stanca di convivere con un popolo di caproni che si lamenta nei salotti, che non è mai sceso in piazza, o se lo ha fatto lo ha fatto sotto il vessillo del suo aguzzino.

Io credo nella politica.
Credo anche che però, con le regole che questa gentaglia connivente si è fatta a suo piacere, non potrà mai esserci una politica sana, pulita, senza mafie in parlamento, senza condannati.
Io Voglio mandare a casa chi ha partecipato a questo scempio, ha svuotato le istituzioni del loro profondo significato di garanti dei diritti di tutti per farne il luogo del potere, del loro potere, la vacca sacra da mungere fino alla morte.
La morte di un paese, del mio paese.

DEVONO ANDARE TUTTI A CASA .

Poi, ripulito tutto da questa melma, riformate le istituzioni così che omuncoli e donnuncole di questa leva non possano più metterci dentro piede, possiamo anche riparlare di partiti e bipolarismo, di democrazia diretta o indiretta, di appropriatezza del linguaggio.

Mi hanno tolto il futuro. Non ce l’ho un futuro, vivo alla giornata, come tanti.

Ho vissuto all’estero tanto anni lontana dagli affetti, perché questo paese, dopo 12 anni di lavoro in nero ed una laurea con Lode, guadagnatami pulendo cessi, senza mai una vacanza, a vedere i giornali ai semafori, cameriera nei ristoranti fino a notte fonda, alzandomi la mattina dopo 4 ore di sonno per frequentare i corsi, ancora riteneva che non valessi abbastanza da meritare una vita dignitosa.

Non faccio un figlio perché non saprei come mantenerlo. Mi hanno tolto anche questo. Quello che di più umano a avevo, ed era mio, il diritto alla maternità, anche questo, sono riusciti a portarmi via.

Lo hanno portato via a me ed a molti voi. Tanti. Troppi.

Napolitano ha criticato il Movimento 5 stelle perché si opponeva all’indulto e all’amnistia.
Ha smesso di fare il garante ed ha fatto una dichiarazione squisitamente politica.
PER INCISO, io voglio che chi sta in galera, ci rimanga.
Io voglio che chi ha ammazzato, rubato, stuprato e ucciso, in galera, ci stia.
E’ il mio diritto ad averla, la giustizia. IO INDULTO E L’AMNISTIA NON LI VOGLIO.
Voglio carceri migliori, rieducative, ma le carceri, le voglio e voglio che chi deve pagare paghi quel che c’è da pagare.
Il capo dello stato, questo diritto, me lo deve garantire.
Me lo DEVE garantire.

Non farei del male a nessuno, neanche al più lurido di loro, ma dire VAFFANCULO, questo, nessuno può dirmi che è violento.
I violenti sono loro, lo sono quando mi tolgono il diritto di oppormi, lo sono quando manipolano l’informazione, lo sono quando non sono più garanti di imparzialità e delle istituzioni stesse. Lo sono quando mi costringono ( che sia per incapacità o convenienza poco importa) ad incontrare per strada chi dovrebbe pagare e non paga, perché qui in Italia, nel nostro bel paese, gli sconto si fanno solo ai disonesti.
E’ prassi acclarata.

INCAZZATEVI.

LEGGETEVI CHOMSKY PERDIO.

LEGGETE SANTOIDDIO. IL QUARTO POTERE, L’INFORMAZIONE NON è DALLA VOSTRA PARTE.

Il Movimento 5 stelle forse non salverà il mondo e forse non è la soluzione finale, ma allo stato dei fatti, oggi, e l’unico che nel bene e nel male fa i vostri interessi. Che ci prova.
Il Movimento 5 stelle forse non sarà la soluzione finale all’incredibile indecenza del furto di vita e di sogni che questa gente perpetra da 20, 40 anni, ma certo NON è LUI IL VOSTRO NEMICO.

IO SONO MOLTO INCAZZATA E SECONDO INCISO, se commentate ed il vostro commento non mi piace, oggi lo cancello, non perché sia fascista, ma perché ne ho piene le tasche di chi difende l’indifendibile ed attacca le fragilità degli onesti, a volte stupidi, a volte fuori luogo, ma pur sempre, ONESTI.

Non sono violenta, ne fascista, ne squadrista, ne stupratrice.

Sono solo stanca.