Chiedimi se sono felice.

Chiedimi se sono felice.

No, non stasera, stasera no.

Stasera tutto è così difficile, anche scrivere, anche pensare.

Sarà che il vuoto è freddo e la mia testa è terribilmente vuota.

Sarà che fuori è freddo.

Sarà che ho freddo.

Ho amici splendidi, una nuova casa, libri a scaldare inverni che arrivano puntuali.

Un compleanno da festeggiare. Due compleanni da festeggiare.

Amiche innamorate da celebrare.

Eppure non trovo le parole.

Non trovo le parole né risposta da dare.

Non lo so fare, non ci riesco e mi nascondo dietro apparenti logiche, concludenti auto celebrative conclusioni.

E allora chiedimi se sono felice.

Fallo all’ombra di una giornata di primavera odorosa di gelsomino,  in quell’antico giardino che tanto amavo, in un tempo a caso. Un giorno qualsiasi.

Chiedimi se sono felice davanti ad un tramonto su un litorale qualunque, di un qualunque paese.

Chiedimelo quando avrò le mani e la faccia imbrattate di vernici a caso.

Chiedimelo giocando a nascondino tra le lenzuola stese al vento di un tiepido autunno.

Chiedimelo stringendomi la vita mentre mi perdo guidando il mio acciaccatissimo motorino in una delle tante notti stellate della mia amata Roma.

Chiedimelo in silenzio,  in un chiostro antico e silenzioso.

Chiedimelo quando ti mostrerò con orgoglio  il nuovo piccolo germoglio della mia orchidea.

Chiedimelo quando stringerò tra le braccia la figlia appena nata della mia migliore amica.

Chiedimelo mentre ti spiego che il mio pianeta ospita ben più di un piccolo vulcano ed un Baobab, pur essendo infinitamente più piccolo.

Chiedimelo davanti ad un improbabile carretto di gelati che mi chiama col sonaglio da tutti gli angoli di una ormai lontana campagna inglese.

Chiedimelo mentre ti racconto una canzone.

Mentre te la canto addosso.

Chiedimelo quando ballo nel mio salone, in un locale, per la strada.

Mentre bacio i miei amati pelosissimi cani.

Mentre curo le piante di un giardino, di un orto, di un trasandato balcone lisbonese.

Mentre ripenso all’amore che ho dato.

Mentre ripenso al perdono che ho concesso. A quel perdono che ancora mi costa.

Mentre ripenso a chi ero e cosa sono diventata.

Mentre ti scrivo.

Mentre scrivo al mondo attendendo risposte aliene da lontanissimi pianeti.

Ma non stasera, stasera no.

Stasera fuori fa freddo.

Stasera è freddo  e le parole sono frecce con punte di ghiaccio.

Ed io non trovo le parole, neanche quelle gelide.

Neanche quelle sbagliate.

Neanche quelle sussurrate.

Quelle urlate e urlate male.

Non trovo le parole.

Tutto qui.

C’è che a volte mi perdo e mi perdo le parole.

C’è che a volte mi sento come Una Nave in una Foresta. 

Le uniche parole che sono riuscita a trovare sono quelle non dette.

O quelle dette mai.

Quelle che non fanno rumore.

Quelle che raccontano della mia fragilità, di un passato doloroso, di un futuro incerto, di un presente stanco.

Ma tu chiedimi se sono felice.

Non stasera, ma tu chiedimelo.

Perché basta poco a volte per rimettersi in viaggio.

Un bel ricordo, un po’ di cura, una carezza.

Basta poco per ritrovarsi quando si viaggia.

Basta poco per ritrovarsi quando si guarda sempre avanti.

“Ti chiedo di andare sempre avanti,

non voltarti mai indietro.

Un grande uomo e’ colui che comunque fa

sempre un passo avanti, in avanti,

sempre un passo avanti.”

E comunque, Buon Compleanno M.

BN -  1441