Kokorozashi

Kokorozashi

 
 
Qualcuno mi ha chiesto oggi…" ma voi buddisti…Chi pregate?"
 
Mah, direi che piu’ dire Preghiamo Chi, si dovrebbe dire piu’ correttamente Pratichiamo Per.
 
Nessun Dio, nel buddismo, nessuna forza miracolosa o salvifica.
Ecco, pubblica stasera, la mia preghiera, la mia pratica.
 
 
 
"Non prego di essere esente dai pericoli ma di essere senza paura per affrontarli
Non cerco alleati nel campo di battaglia ma cerco la mia forza nella vita.
Non chiedo che il mio dolore sia alleviato ma chiedo il coraggio per affrontarlo.
Non imploro con ansiosa paura di essere salvato ma spero di avere la pazienza per conquistare la mia libertà"
 
 
 
E’ stata una giornata intensa, ricca di bei momenti ma anche di tanta pesantezza. Eppure oggi, ho imparato una piccola cosa, che mi porta a letto serena e col sorriso.
 
Dire ti voglio bene a qualcuno in difficolta’, col cuore triste e poca speranza, arrotolata su se stessa nel suo mondo di inferno, puo’ cambiare la decisione profonda di una persona. Dire a qualcuno ti voglio bene col cuore, piuttosto che con la testa; perche’ la ragione, oggi,  mi avrebbe detto che non era appropriato, che non era tempo ne’ luogo; la ragione mi avrebbe detto di spiegarle questo e quello, di convincerla di questo o di quell’altro. La ragione avrebbe solo visto i limiti nell’altro, e cercato una soluzione che era un limite anch’essa.
Il mio cuore pero’, ha deciso lui oggi, e ancora prima che la ragione decidesse per tante parole superflue, sobrie ma in fondo arroganti, mi ha chiuso le labbra con un battito, e dal quel battito, e’ uscito solo " Ti voglio bene".  Il cuore, ha parlato lui, e a dispetto dell’imbarazzo, della testa ruminante appropriatezza, lei, il mio cuore, lo ha sentito.
Basta cosi’ poco, a volte, per incoraggiare. Cosi’ poco. Solo un battito.
Kokorozashi. La direzione profonda del cuore. La decisione di essere felici, nonostante tutto. La decisione che con te, tutti indistintamente lo diventino. Questa preghiera la dedico a lei stasera, una ragazza che ha la felicita’ tra le braccia e non se ne e’ accorta, semplicemente, ancora non lo sa.
 

Grazie Fabio, kokorozashi, me lo hai ricordato tu, non molto tempo fa.

Buonanotte e Buona Settimana a Tutti.

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Pensiero sulla debolezza e sul coraggio

C’è un discorso in cui Daisaku Ikeda cita Gandhi:
 
 «Un uomo che dice farò qualcosa "nei limiti del possibile" tradisce sia il suo orgoglio, sia la sua debolezza, nonostante questo possa sembrare segno di umiltà. Non c’è traccia di umiltà in un simile atteggiamento mentale".
In sintesi, chi fa tiepide dichiarazioni è allo stesso tempo arrogante e vile».
 
Daisaku Ikeda col suo maestro Josei Toda
 

Itai Doshin

Uniti come i pesci e l’acqua
diversi corpi, stessa mente

illustrazione: Valeria Gasparrini

«In generale, che i discepoli di Nichiren, preti e laici, recitino Nam-myoho-renge-kyo con lo spirito di "diversi corpi, stessa mente", senza alcuna distinzione fra di loro, uniti come i pesci e l’acqua, questo si chiama eredità della Legge fondamentale della vita. In ciò consiste il vero scopo della propagazione di Nichiren. Se è così, anche il grande desiderio di kosen-rufu potrà realizzarsi. Ma se qualcuno dei discepoli di Nichiren distrugge l’unità di "diversi corpi, stessa mente" sarà come chi distrugge il proprio castello dall’interno».

I primi due punti riguardano la fede della singola persona, mentre quest’ultimo coinvolge l’intera comunità dei credenti che aspira alla realizzazione di kosen rufu: per ereditare la Legge fondamentale di vita e morte è necessario costruire e modellare la propria fede all’interno della comunità buddista, realizzando un sangha armonioso attraverso l’unità di itai-doshin.
Senza questa condizione non è possibile propagare ampiamente Myoho-renge-kyo, la Legge che permette l’ottenimento della Buddità.
A cosa si riferisce Nichiren quando dice «senza distinzione fra di loro»? Ci sta ammonendo a non avere un atteggiamento egocentrico e antagonista nei confronti degli altri.
Fare distinzioni fra se stessi e gli altri costruisce e alimenta un cuore discriminatorio, che crea la separazione e la rottura. Gli effetti di tale atteggiamento interiore portano a chiudersi e a sentirsi in competizione con gli altri. O a preoccuparsi solo del proprio tornaconto personale, ad autocompiacersi escludendo tutti coloro verso cui non si prova simpatia. Anche le distinzioni operate da Nikken fra il clero e i laici rientrano in tale atteggiamento.
Un ichinen caratterizzato da un tale ego crudele non può ereditare la trasmissione del Budda. Perciò il requisito per costruire l’unità di itai-doshin è "gettare via" questo cuore egocentrico e arrogante.
L’espressione «come i pesci e l’acqua» si riferisce a un’intima difficoltà di separarsi. I pesci non potrebbero vivere senza il sostegno dell’acqua, è impossibile per loro interrompere questa relazione, altrimenti morirebbero. Allo stesso modo noi compagni di fede dovremmo sentire la necessità vitale di rispettarci a vicenda, proteggerci l’un l’altro e provare reciproca gratitudine.
Cosa significa avere «lo spirito di itai-doshin (diversi corpi, stessa mente)»?
Itai, diversi corpi, vuole indicare il fatto che per quanto riguarda la fisionomia, il carattere, l’intelligenza, gli interessi, ognuno ha la propria individualità, le proprie peculiarità, una posizione sociale o una storia diversa.
La stessa mente, doshin, significa avere lo stesso obiettivo, gli stessi valori, lo stesso intento, lo stesso cuore/mente.
Il concetto di itai-doshin illustra come numerose persone, con caratteristiche e peculiarità proprie, quando agiscono con lo stesso cuore sprigionano una forza così grande che da soli non potrebbero tirare fuori.
Nel Gosho Itai doshin Nichiren scrive: «Cento o mille persone possono senza dubbio realizzare il loro scopo se hanno lo stesso spirito» (SND, 4, 268). Quando le persone si riuniscono con l’intento di realizzare lo stesso obiettivo, la cosa più importante è l’unità di itai-doshin.
Attraverso lo spirito di itai-doshin il singolo riesce ad armonizzarsi perfettamente con l’insieme delle altre persone. In ambito buddista, la peculiarità del principio di itai-doshin è quella di far sgorgare in maniera copiosa l’individualità e le capacità di coloro che hanno fede nel Gohonzon e serbano in cuore il desiderio di salvare tutta l’umanità attraverso la realizzazione di kosen-rufu.
In altri termini, mantenendo la stessa mente i diversi corpi hanno la stessa importanza. Se invece non si accettano le differenze dei singoli e si forza ad avere lo stesso corpo, si finisce col cadere nel totalitarismo.

LA MENTE DI NICHIREN
Il legame che lega i diversi corpi è la stessa mente, la stessa mente che crede nel Gohonzon. Nel Gosho Il vero aspetto di tutti i fenomeni il Daishonin dice a Sairen-bo: «Se hai la stessa mente di Nichiren…»; "stessa mente" indica la mente del Budda, avere la "stessa mente" significa fare del grande obiettivo di kosen-rufu la propria missione.
Per realizzare doshin non bisogna pensarla allo stesso modo o desiderare le stesse cose, ma condividere lo stesso voto del Budda. Serbare in cuore il voto del Budda permette di costruire la stessa mente.
Ma senza cambiare la propria condizione vitale non si può lavorare per creare questo tipo di unità: mettersi d’accordo può porre fine a un litigio, ma non crea l’unità di itai-doshin.
Cercando invece di sviluppare la stessa condizione vitale rispetto a un obiettivo, come la realizzazione del voto di Nichiren, riusciamo ad avere la stessa mente. Solo quando condividiamo lo stesso cuore, lo stesso obiettivo del maestro, creando con lui una relazione diretta, possiamo realizzare itai-doshin e costruire dei legami che vanno al di là dello spirito di compagnia, realizzando dei castelli di persone di valore, dei castelli di felicità.
«In ciò consiste il vero scopo della propagazione di Nichiren»: questa frase significa che il motivo fondamentale della propagazione della Legge mistica è il desiderio di realizzare delle relazioni meravigliose, una straordinaria solidarietà tra le persone a un livello profondo della vita.
Con il costante ampliamento di questo tipo di relazioni in itai-doshin, afferma Nichiren, «il grande desiderio di kosen-rufu potrà realizzarsi» senza alcun dubbio.
Itai-doshin
crea la forza dinamica che permette di realizzare kosen rufu.

Al contrario, l’espressione "una mente diversa" si riferisce a coloro che commettono la grave offesa di rompere l’armonia fra i credenti. E ciò equivale a offendere Myoho-renge-kyo. Per questa ragione Nichiren Daishonin ammonisce: «Sarà come chi distrugge il proprio castello dall’interno».
L’espressione itai-ishin (diversi corpi, diverse menti) descrive la disunità, una condizione in cui le persone non solo sono differenti nella fisionomia e nel carattere, ma hanno anche cuori divergenti e ognuno agisce in base al proprio egoismo.
Costoro, afferma Nichiren, sono come i soldati ai quali è stata affidata la protezione del castello ma che invece aprono le porte ai nemici, distruggendolo così dall’interno. Ed esprime lo stesso concetto quando scrive che il leone viene ucciso dai vermi all’interno delle sue viscere, e non da un nemico esterno.
Avere una "mente diversa" descrive essenzialmente il tradimento nei confronti dell’intento di Nichiren Daishonin.
Ciò avviene a causa dell’arroganza, dell’egocentrismo, dell’illusione, degli attaccamenti… Quando si persegue solo il proprio guadagno personale, o ci si basa sull’emotività o si viene consumati dall’arroganza, si cade preda della lamentela, dell’insoddisfazione, dell’odio e della gelosia. In questo modo si diventa nemici della fede pura, si diventa come chi distrugge il castello dal proprio interno.

Per noi membri della Soka Gakkai è fondamentale unire il nostro cuore con quello dei tre presidenti Makiguchi, Toda e Ikeda, che rappresentano l’esempio dello spirito del Daishonin e hanno costruito l’unità all’interno della nostra organizzazione, che è la comunità armoniosa dei praticanti buddisti. I tre presidenti hanno lo stesso cuore di Nichiren Daishonin e creano di conseguenza un vero sangha. Qui si trova la sorgente di tutte le nostre vittorie – un punto che vorrei che ognuno di voi incidesse nella sua vita.
L’espressione "diversi corpi, diverse menti" indica invece coloro che perdono di vista il cuore e l’intento del maestro e finiscono col seguire solo il loro punto di vista, oppure rimangono intrappolati nei propri desideri e nella propria emotività. Nonostante venga data loro la fiducia per proteggere il castello, lo distruggono dall’interno e permettono al nemico di infiltrarsi.

 
 
 

L’arte di ascoltare con gli occhi del Budda

L’ARTE DI ASCOLTARE CON GLI OCCHI DEL BUDDA

L’ARTE DI ASCOLTARE CON GLI OCCHI DEL BUDDAH

Di Linda Johnson, SGI-USA WD Leader, nov. 2003 (Abridged), Edito da Adrian Mollica aprile 2004.

Io penso che l’abilità di ascoltarci, e l’abilità di vedere tutto dal punto di vista del buddismo di Nichiren Daishonin, significa essere capaci di vedere tutta la vita dalla prospettiva della legge di causalità.

Per veramente ascoltare noi stessi, il nostro vero io, e vedere la nostra illimitata capacità di saggezza e qual è la corretta risposta ad un problema, penso dobbiamo imparare a praticare correttamente. Sento che molte persone praticano questo buddismo in quello che io chiamo un modo "cristiano". Il problema è che quando non pratichi il buddismo correttamente, i risultati che puoi ricevere possono essere minimi in confronto ai risultati che potresti ottenere quando pratichi correttamente.

IL GOHONZON NON E’ AL DI FUORI DI NOI

Io ho trovato che troppe persone ancora recitano al Gohonzon come se fosse una specie di Dio o una forza al di fuori di noi stessi.

L’atteggiamento con cui recitiamo e l’atteggiamento con cui vediamo il Gohonzon è il più importante perché se abbiamo una visione distorta, avremo una pratica distorta, ed è quella pratica distorta che insegneremo agli altri.

Sappiamo dallo studio che i caratteri sul Gohonzon rappresentano i due lati della vita e tutti gli attributi positivi e negativi che esistono nella vita stessa, inclusa l’oscurità fondamentale che coesiste in ogni vita umana. Nichiren Daishonin dice che non esiste vita che abbia una senza l’altra. I caratteri rappresentanti entrambi gli aspetti della vita sono scritti sul Gohonzon. Per me quello che è emozionante è sapere che pur senza che io sia capace di leggerlo, Nichiren Daishonin scrisse tutti questi caratteri sul Gohonzon, che rappresenta ogni aspetto della vita, in un modo che ogni carattere sta guardando al centro come voi ed io. Ogni carattere sta guardando a Nam-Myoho-Renge-Kyo. Pensa alla cerimonia dell’aria. Nam-Myoho-Renge-Kyo è l’asse dell’universo e noi stiamo formando un circolo attorno a lui.

Tutti noi guardiamo a Nam-Myoho-Renge-Kyo. E’ il centro al quale ogni carattere guarda. Perché?

Perché Nichiren Daishonin ci sta dando un messaggio continuo ogni volta che guardiamo al Gohonzon. Il messaggio è che dobbiamo basare la nostra vita sulla legge e mai sulla persona. E’ la legge mistica che permette ad ogni Buddha attraverso l’eternità di essere capace di manifestare il suo pieno potenziale, e quella è la chiave, che è il centro, per tutto. Dobbiamo fare di Nam-Myoho-Renge-Kyo il centro della nostra vita e dobbiamo basare la nostra vita in Nam-Myoho-Renge-Kyo. Significa essere capaci di vedere e sentire noi stessi. Significa che ogni volta che siamo davanti a un problema, non dobbiamo usare solo il nostro cervello per capire o trovare la strategia di risolverlo. Molti membri ancora fanno questo, e dopo che hanno tormentato il loro cervello su cosa fare per andare dal punto A al punto B o di risolvere il problema, mettono la soluzione recitando davanti al Gohonzon perché funzioni! Io penso che questo sia praticare incorrettamente. Fatemi spiegare il perché.

Quando parliamo dei nove livelli di coscienza; i primi cinque sono i nostri sensi, vista, udito, odore, gusto e tatto. Il sesto livello è la nostra consapevolezza. Il settimo è la nostra inconsapevolezza. L’ottavo è quello che noi chiamiamo il nostro magazzino del karma, che è l’area nella nostra vita dove si sono accumulate tutte le cause che abbiamo messo durante tutte le esistenze. In seguito c’è la nona coscienza, che il buddismo dice quella pura, immutabile realtà della nostra vita.

Ognuno di noi ha fortuna e sfortuna nella vita. Nei momenti di fortuna, possiamo fare le stesse cose che vediamo altre persone fare che raggiungiamo i nostri obiettivi, ma ci sono dei momenti della nostra vita dove abbiamo sfortuna, potete fare le stesse identiche cose vedete fare ai vostri vicini, ma l’oggetto dei desideri sembra muoversi sempre più lontano vero?

TRASFORMARE LA SFORTUNA IN FORTUNA

Quando siamo alle prese con problemi nella nostra vita, essi hanno una connessione causale con noi. Molte volte proviene dalla parte sfortunata della nostra vita. Quindi se usiamo il nostro cervello per decidere la strategia per risolvere le cose, il nostro cervello può solo andare all’ottava coscienza, che è il magazzino del karma. Quella è l’area dove accumuliamo tutte le cause che abbiamo messo da sempre, e sembra che sia il luogo nel quale: NON ABBIAMO FORTUNA.

Il nostro cervello poi trova una soluzione basandosi sulla sfortuna. Seguendo la soluzione " mentale" rinforziamo lo stesso modello di tendenze karmiche ancora e ancora nelle nostre vite.

Ma quello che Nichiren insegna è che attraverso la pratica di Nam-Myoho-Renge-Kyo possiamo trapassare l’ottava coscienza del magazzino del karma. Oltrepassala, senza farti alterare da essa, e raggiungerai la pura realtà immutabile e l’infinita saggezza della nostra vita che è insensibile al magazzino del karma. La risposta che otterrai è quella corretta per la tua vita. Non è toccata dal tuo karma nell’area nella quale sei sfortunato. E questo è il perché credo Nichiren Daishonin dica che dobbiamo essere i padroni della nostra mente e non permettere che la nostra mente sia padrona di noi.

Il mio punto è che quando preghiamo, dobbiamo cominciare dalla determinazione quale: "Io raggiungerò/porterò a termine X (qualsiasi cosa X sia). Dobbiamo anche capire dal Buddismo che noi creiamo la nostra vita in ogni momento attraverso i nostri pensieri, le nostre parole e il nostro comportamento. Pregare nel Buddismo di Nichiren Daishonin e profondamente differente dal pregare in altre religioni. Non stiamo pregando qualcosa al di fuori di noi per ricevere qualcosa. Al contrario il nostro pregare è la determinazione che " Io creerò l’obiettivo o cosa per cui sto pregando attraverso le mie cause di pensiero parole e azione. Io sono il creatore della mia vita e Io mi prenderò la responsabilità di creare la cosa per cui sto pregando, e dopo che avrò recitato questo tipo di Daimoku determinato, Io raggiungerò X". Poi devo arrivare ad una realizzazione… "Come farò questo? La risposta esiste solo all’interno di me stessa. Posso bussare alla mia saggezza per la risposta quando ho il credo e la convinzione, che la risposta esiste dentro di me". E incomincio a pregare con la determinazione di tirar fuori quella saggezza da dentro di me per vedere chiaramente quello che è necessario io faccia per creare le cose per cui sto pregando. Ecco perché il presidente Ikeda dice: " I benefici vengono da voi. Nessuno vi da benefici".

CAMBIARE IL NOSTRO DESTINO IN QUESTA VITA

Vorrei parlare di un’altra cosa riguardante questo argomento. Dobbiamo capire che, una delle ragioni per cui pratichiamo questo buddismo, è di cambiare profondamente il nostro destino in questa vita. E quello che intendo è questo; i genitori naturalmente vogliono dare ai loro figli le migliori opportunità che possono così che la loro vita sia la migliore. E generalmente per fare ciò, una delle cose che sentiamo, in questa società, è che è imperativo ottenere una buona educazione. Perché sappiamo che se tutto va bene, dal ricevere una buona educazione probabilmente riusciremo a guadagnare più soldi e avere più successo nella vita. Ma se guardiamo a questo e guardiamo alla vita dal fondamentale punto del buddismo di Nichiren Daishonin, arriveremo a capire che: non c’è quantità di educazione nel mondo che ci permetterà mai di cambiare il nostro karma.

Ora cerchiamo di andare un po’ a fondo.

Ognuno di noi sceglie di nascere nella famiglia nella quale è nato e pratichiamo in quella famiglia perché condividiamo il karma di ogni singolo individuo di quella famiglia. Che ci piaccia o no. Anche io. Cresci e pensi…"mio padre era un alcolizzato e mia madre lo ha lasciato quando avevo tre anni per questo. Ha continuato a vivere nel raggio di 15 miglia da noi. Però, a causa del suo alcolismo non è mai riuscito a mantenere le promesse che mi ha fatto". Da bambina ho interiorizzato che c’era qualcosa di sbagliato in me. " altrimenti papà mi avrebbe amato". Ho odiato quando vedevo quello che l’alcolismo gli faceva. Lo odiavo appassionatamente. Ho fatto una promessa che non crescerò come lui. E lo intendevo veramente.

Quindi non bevo. Non mi piace avere attorno persone che bevono. Mi spaventano da morire. Ho visto cosa ha fatto a mio padre. Occasionalmente posso bere un bicchiere di vino una o due volte all’anno. Ma questo è tutto. Non mi sono mai ubriacata nella mia vita. Ci hanno provato a ubriacarmi quando ero al college, e io lo versavo sulle piante, perché non lo trovavo attraente. Lo trovavo disgustoso. Ancora a causa delle mie esperienze personali.

Crescendo, mi sono sentita superiore a mio padre. Pensavo " guardami io non bevo, io non sono come te". Mi sentivo superiore. Sono onesta, ma quello che dovevo capire è che non era una coincidenza io sono nata in quella famiglia. Quello che ho cominciato a vedere è che io condividevo questo tipo di natura dipendente. Molti di noi non vedono sempre la differenza, perché pensiamo che la nostra dipendenza si debba manifestare nella stesso modo in cui di è manifestata la dipendenza dei nostri genitori.

Non è cosi! La mia si è manifestata in termini di cibo. Mio padre usava l’alcool per calmarsi, l’alcol era qualcosa che lui utilizzava per festeggiare. L’alcool era qualcosa che usava per scappare dal dolore e la frustrazione; io uso il cibo alla stessa maniera. Festeggio con il cibo. Quando sono frustrata, uso il cibo. Quando sono depressa mangio troppo. Uso il cibo per gli stessi motivi e allo stesso modo lui usava l’alcool. Quindi quello che sono arrivata a capire è che non importa quanto amore tu abbia per i tuoi figli, e non importa quanto amore i tuoi genitori hanno per te, non possono evitare che tu viva il tuo karma.

LO SPECCHIO DELLA NOSTRA VITA QUELLO IN CUI CREDIAMO

La promessa di Nichiren Daishonin è che possiamo cambiare qualsiasi karma in questa vita. Ma di nuovo la gente ha mal interpretato la pratica. Molta gente pensa che solamente perché recitano non debbano subire il proprio karma. Non è così. Al contrario, questa pratica è basata sulla rivoluzione umana. È basata sulla demistificazione della vita e veramente ci spiega perché le cose accadono alle persone da una prospettiva causale. Nichiren Daishonin dice che dobbiamo comprendere il punto che qualsiasi cosa proveniente dall’esterno non è separata da noi anche se lo può sembrare. Tutto quello che proviamo ha una connessione causale con le nostre vite da entrambi i lati negativi e positivi. Dobbiamo capire che noi creiamo la nostra vita ogni giorno con i nostri pensieri , le nostre parole, e il nostro comportamento. Quindi praticare correttamente significa molto di più del ammontare di daimoku che recitiamo ogni giorno. Quanti di noi si prendono la responsabilità durante il giorno per le cause che mettiamo? Quanti di noi si prende la responsabilità durante il giorno per i pensieri che abbiamo? Ci viene detto che creiamo le nostre vite attraverso i nostri pensieri, le nostre parole, e il nostro comportamento. Senza prenderci la responsabilità, stiamo vivendo inconsciamente. Ho trovato che molte persone sono veramente sincere davanti al Gohonzon, poi se ne vanno e usano la pratica come se fosse una forza esterna a loro stessi.

È come se dicessimo: "Se siamo sinceri abbastanza quando preghiamo, i benefici si concederanno a noi e proteggeranno" e così quando ci alziamo dopo aver recitato possiamo pensare di non avere la responsabilità per le cose che pensiamo, diciamo e facciamo. Alcuni vivono così vero? Lo facciamo viviamo così. E poi ci meravigliamo… "ho recitato un milione di daimoku, come mai non ho fatto un passo avanti?" ma questo modo di pensare non afferra l’esenziale. Questa pratica è molto più profonda che il puro e semplice recitare. Reciti un milione di daimoku, ma dentro, la tua vita non crede che puoi raggiungere le cose per le quali stai pregando all’universo. L’universo è questo meraviglioso schermo cinematografico che ci proietta esattamente quello che chiediamo nel senso più positivo e negativo.

Dobbiamo capire che la legge mistica, inscritta sul Gohonzon, è sia positiva che negativa. Racchiude tutto nell’universo. E tutto nell’universo in ogni momento ha due potenziali esistenze una vicino all’altra. Le circostanze in cui ci troviamo non ci determinano. E i problemi non determinano mai chi siamo e il nostro potenziale in termini di cosa possiamo essere. Invece credo che le nostre circostanze in questo momento, hanno una relazione di causa ed effetto con noi e i nostri benefici. Lo specchio di cosa crediamo.

Permettetemi di darvi un esempio. Conosco molte persone, particolarmente in Los Angeles dove ci sono molte persone che vogliono diventare attori o qualcosa del genere. Recitano veramente per diventare un attore di successo. Recitano e vanno a un sacco di audizioni, e non succede niente. E questo va avanti per un bel po’, e vengono da me e mi dicono, " ho pregato così tanto e sono andato a un sacco di audizioni ma non succede niente. Forse la "realtà" mi sta dicendo che devo pensare a fare qualcosa di diverso nella mia vita?" odio la parola realtà quando viene usata in questi termini. Li guardo e gli dico, " NON PENSO PROPRIO!! Invece penso che la tua "realtà" ti stia riflettendo qualcosa circa te stesso. Qualcosa circa il profondo sistema di credere nella tua vita. Ti suggerisco di ricominciare di nuovo a recitare per quella Saggezza di Buddah, bussando al nono livello di coscienza per vedere chiaramente dalla sua vera prospettiva di causa. La capacità esiste sempre dentro di te, quando lo realizzi e reciti Nam-Myoho-Renge-Kyo con quel tipo di convinzione".

Recita forte per vedere come causa ed effetto sta operando nella tua vita adesso. Recita per vedere che cosa la mancanza di risultati ha a che fare in termini dei tuoi pensieri, parole e azioni. Molto spesso questa mancanza di risultati rispecchia il fatto che, profondamente nella nostra vita non crediamo che possiamo raggiungere quello che vogliamo raggiungere. La legge di causa ed effetto è così rigorosa; è l’unica cosa nella vita a cui non puoi sfuggire. In ogni momento la nostra vita ci riflette quello in cui crediamo e pratichiamo. Voglio dire l’ho provato. Ho recitato sinceramente per qualcosa di fronte al gohonzon e poi mi sono alzata e ho capito che ogni singolo individuo sulla faccia della terra, che pratichi oppure no, lotta con la propria negatività ogni singolo momento della loro vita.

IL NOSTRO DIAVOLETTO PUÒ ESSERE IL NOSTRO MIGLIORE AMICO.

Lo dico scherzando, ma molto seriamente, che il nostro diavoletto è all’interno di noi. E che non va mai in vacanza e non sta mai zitto. Puoi recitare sinceramente quando sei davanti al Gohonzon. Quando dico davanti al Gohonzon voglio dire al Gohonzon dentro di te. E vai avanti nella tua vita quotidiana, per esempio guidando per andare al lavoro, e mentre tu stai guidando il diavoletto sta facendo gli straordinari. E cominci a pensare sulle cose per cui stai recitando, e il diavoletto ti fa una lista di ventuno ragioni per cui non puoi ottenere quello che desideri. Vero? Vi è mai capitato? Certo che vi è capitato. Come reagisci quando il tuo diavoletto determina gli effetti che tu produci nella tua vita?

I pensieri negativi non producono risultati, la tua risposta ai pensieri negativi lo fa. Stiamo parlando di pensieri positivi Hmmmmm quasi quasi lascio perdere, non penso che nessuno possa pensare positivo 24 ore al giorno. Non è normale e non cambia la realtà. Nichiren Daishonin spiega che tutta la vita in ogni momento è composta da queste due forze opposte. Queste due forze del Buddha e l’oscurità interna stanno costantemente lottando una contro l’altra fuori e dentro di noi.

Questa è la natura della vita che dobbiamo accettare. Invece di pensare: "quando diventerò illuminato, il diavoletto cattivo starà zitto e non dovrò mai più sopportare questo", quando studiamo i dieci mondi, impariamo che il mondo del Budda esiste dentro tutti gli altri mondi. Quindi c’è un’altra duplicità in corso, quindi significa anche nel diavoletto cattivo ci sono allo stesso tempo la parte illuminata e quella non illuminata. C’è l’opportunità con i pensieri negativi che sfidandoli diventano la motivazione e la spinta per cambiare la nostra vita, ma dipende tutto da come noi rispondiamo ai pensieri cattivi. Questo può essere utilizzato come il più grande Shoten Zejin in questa vita. Ma c’è anche un pericolo, perché possiede anche una parte distruttiva e in qualsiasi modo scegliamo di vederla e usarla nella nostra vita determina il risultato che produciamo.

Non è l’ostacolo che determina il risultato, è come noi rispondiamo all’ostacolo. Ora partendo da questo presupposto, vediamo che cosa ha a che fare con la parola "responsabilità". Sentiamo questa parola spesso, e ci è detto che dobbiamo prenderci la responsabilità al 100% delle nostre vite. Molti di noi rifiutano di fare ciò, e possiamo anche chiedere " come sto avendo una discussione con Eric. Perché devo prendermi la responsabilità al 100%? C’è anche lui. Penso che la responsabilità sia almeno 50/50"!

Mi sono veramente emozionata quando ho deciso di prendere in mano il dizionario. Ho imparato che in Inglese, la parola responsabilità è composta da due parole, "risposta e abilità". E penso che questa sia la traduzione migliore di quello che Nichiren Daishonin intende per 100% responsabilità. Significa un cambio del karma e di conseguenza un cambio del destino, e un cambio del destino dipende dalla nostra abilità di rispondere ai problemi.

Questo buddismo è chiamato il buddismo della vera causa. Questo c’insegna che nessuno di noi può cambiare il passato. Ma adesso in questo momento con i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni, possiamo trasformare qualsiasi cosa.

Comunque quello che è di vitale importanza è essere al 100% nel momento e avere la determinazione di usare la nostra CREATIVITÁ VITALE. Imparare a fare affidamento al Buddha, e non al karma. Vivendo costruttivamente attraverso i nostri pensieri, parole e azioni, possiamo rispondere ai problemi in maniera consistente con la direzione che vogliamo prendere, invece che rispondere nella maniera in cui le cose sembrano apparire.

Mi state seguendo?

Viene chiamato il buddismo della vera causa, perché significa che in questo momento attraverso i nostri pensieri, parole e azioni, posiamo cambiare qualsiasi cosa. E questo è il punto che molte persone non colgono. Quando reciti puoi pensare: "desidero avere la più armoniosa relazione con Eric, ma abbiamo appena litigato". Questo può essere il fatto, ma poi decidi di recitare con questo pensiero: " mi prenderò la responsabilità di sviluppare una fantastica relazione, e mi prendo la responsabilità di superare questo ostacolo che sto vivendo e creare qualcosa di meraviglioso da questo così che avremmo una relazione migliore di quella precedente al litigio". Già questo pensiero da solo crea valore.

Ma spesso quando recitiamo con questa determinazione, forse quello che dopo succede è che io ed Eric litighiamo di nuovo. " ho recitato così produttivamente, perché stiamo litigando di nuovo? Questo non è l’obiettivo per cui stavo recitando". Quello che ci stiamo dimenticando è che questo secondo litigio ci sta dando l’opportunità di trasformare la nostra relazione nel modo in cui abbiamo pregato di trasformarla. Ma possiamo trasformarla solo come decidiamo di rispondere nel momento in cui stiamo avendo il litigio. Qualche volta si parla di momento cruciale nel Buddismo……bene quello è il momento cruciale. È quando si presenta l’ostacolo che dobbiamo decidere chi debba controllarlo se il diavoletto o l’angioletto. Quel momento ci sta fornendo l’opportunità di trasformare il nostro destino nel modo in cui decidiamo di rispondere. Nel mezzo del litigio con Eric, più io entro nella negatività e incomincio a rispondere negativamente, più oscillo nella negatività del problema e più mi porta a mettere cause negative che continuano a ripetere il modello che continua a riemergere da dentro la mia vita.

Il momento dice anche " ecco qua la mia opportunità, e questo è quello per cui stavo pregando." Il punto è che i benefici vengono da voi stessi. Voi create i benefici attraverso i vostri pensieri, parole e azioni. Questa è l’essenza della rivoluzione umana. Rivoluzione Umana significa che dobbiamo affrontare i nostri problemi e difetti ed è il momento di rispondere differentemente.

Ogni volta che rispondiamo differentemente e in armonia con la direzione che vogliamo la nostra vita segua, abbiamo messo una nuova causa per trasformare la nostra vita. Noi trasformiamo in un momento, in un’ora, in un giorno. Ma la parte bella di tutto ciò è che quando impariamo a vedere con la prospettiva della causa e ad usare il buddismo di Nichiren Daishonin propriamente. Allora non stiamo solo vivendo in una teorica comprensione della realtà della nostra vita quotidiana. La vita prende un nuovo significato in momenti come questo, perché invece che essere depressi per un problema. Anziché vedere il problema come un segno che stiamo facendo qualcosa di sbagliato, cercate di vedere tutti i problemi come opportunità di scoprire più bellezza e potere dalla nostra vita.

Problemi sono solo problemi perché veniamo trascinati dentro la parte negativa degli stessi. Quando impareremo come usare ogni problema dalla sua parte illuminata e fare un passo in avanti nella nostra vita costruttivamente poi, durante il processo di trasformazione del nostro destino, possiamo provare felicità. La felicità poi non si manifesta solo nel momento in cui passi un momento difficile. La felicità avviene ogni volta che vinciamo su un problema. Quando smetteremo di soffrire a causa di un problema, allora abbiamo vinto.

Quando posso prendere il controllo in un problema e usarlo positivamente nella mia vita, allora io sono al comando. La vita diventa emozionante e comincio a vedere tutti i miei problemi come la mia missione. La mia missione è vincere sopra ogni cosa. La ragione per la quale nichiren Daishonin ci ha lasciato questo buddismo e per insegnarci come diventare maestri nel risolvere i problemi in questa vita. Ogni essere umano ha dei problemi, e i problemi sono un fatto della vita fintanto che viviamo. Infatti, abbiamo bisogno dei problemi, perché i problemi sono il dolore che ci costringe a continuare a provare ad eliminare i nostri difetti, e ricordate, che i difetti possono essere la nostra area di conforto. I problemi ci obbligano a continuare a sfidarci sempre un pochino oltre a quello che noi pensiamo di poter fare. Quindi essi solo l’imput e la motivazione che continuamente ci costringe giorno dopo giorno a sfidarci un po’ di più. Sono necessari per crescere e di conseguenza diventare felici.

Internamente la nostra vita è quello che Nichiren Daishonin chiama la Legge Mistica, quello che lui chiama il Gohonzon e quello che lui chiama Nam-Myoho-Renge-Kyo, e dice che è illimitato. Il potenziale esiste dentro ognuno di noi adesso e in questa vita. È lì anche senza che noi cambiamo una virgola di noi stessi. Ma dobbiamo imparare come farlo uscire usarlo correttamente come una forza per cambiare per il meglio.

C’è una forza illimitata dentro di noi una condizione vitale forte…ma dobbiamo imparare a farla venir fuori. Tirare fuori la nostra forza vitale è come sviluppare i muscoli del corpo. Questo lo comprendiamo tutti…se vogliamo sviluppare i nostri muscoli dobbiamo fare ginnastica. Il che significa devo prendere dei pesi e esercitarmi. I pesi per un muscolo non sviluppato sono un problema, e ti possono far male mentre continui negli esercizi di sollevamento. Ma il risultato di continuare a sollevare i pesi è che sviluppiamo sempre di più i nostri muscoli. Il mio punto è: la potenza muscolare c’era già dentro i nostri muscoli. Ma non potevamo tirarla fuori finche non abbiamo messo la giusta causa per fare ciò.

SVILUPPIAMO LA NOSTRA FORZA RESISTENDO A QUALCOSA.

I muscoli della nostra forza vitale e la nostra condizione vitale sono la stessa cosa, ed è resistendo alla negatività anziché seguirla che ci permette di rafforzarli. Resistendo alla negatività, affrontandola, sfidandola, e cambiandola, questa è la stessa funzione dei pesi. Diventa il catalizzatore per il quale preghiamo più sinceramente…e più profondamente. Recitando e vivendo in questo modo diventiamo motivati ad agire, e diventa anche la ragione per la quale siamo capaci di tirar fuori sempre di più il nostro potenziale. Che è sempre esistito. Pensateci. Ogni cambiamento cruciale della nostra esistenza è venuto dalla sofferenza. Nessun cambio viene quando le cose vanno bene. È la nostra capacità di vedere la realtà e di affrontare i nostri problemi con Nam-Myoho-Renge-Kyo, con la determinazione che: "io sconfiggerò questo! Non sarà lui a sconfiggermi"! questo ci aiuta a vincere. Recitare con questo tipo di determinazione ci permette di tirar fuori la nostra forza, i muscoli e la potenza infinita che esistono dentro di noi. Ma c’è bisogno di questo catalizzatore…e ancora, il catalizzatore per il quale tiriamo fuori il nostro potenziale è: lottare contro ogni ostacolo e ogni situazione negativa e cambiarla.

"RISPOSTA A KYO"

Vorrei proseguire con il Gosho risposta a Kyo, perché sento che con questo Gosho, Nichiren Daishonin, ci sta dicendo tutto quello che abbiamo bisogno di sapere… inizia dicendo " credi in questo mandala con tutto il tuo cuore". La prima cosa è che dovete credere. E poi parla di quanto potente sia Nam-Myoho-Renge-Kyo. "Nam-Myoho-Renge-Kyo è come il ruggito del leone, quale malattia quindi può essere di ostacolo". Qui sta facendo una dichiarazione che Nam-Myoho-Renge-Kyo è così potente, che non esiste problema che non possa risolvere. Ma poi ci mette in guardia. I risultati personali che ognuno ottiene, dipendono dal potere, profondità e consistenza della nostra fede. Poi dice, " un codardo non potrà mai avere una risposta alle sue preghiere. La potente spada del Sutra del Loto dev’essere maneggiata da una persona coraggiosa nella fede.". E quello che vedo in me stessa e negli altri è che permettiamo alla paura e ai dubbi di influenzarci fino al livello di scappare davanti ai nostri problemi. La mia esperienza mi ha insegnato che non possiamo cambiare niente se non lo affrontiamo con il 100% di responsabilità.

A volte pensiamo in qualche modo di proteggerci. Credo che il separarsi dal nostro ambiente, dalle persone e dai problemi è una strategia di sfuggire. Giusto l’ho fatto anche io, voglio dire, posso essere perfetta davanti al Gohonzon, ma dentro di me ho lasciato le premesse. Quando faccio ciò non devo sorprendermi se non raggiungo nessun risultato? Se evito le difficoltà, non mi addosso il problema per niente. Lo sfuggo. La mia esperienza è che quando faccio ciò…non importa quanta attività faccia…non importa quanto recito……non riesco a sfondare il muro. Non riesco a farlo finche non lo affronto con il 100% di responsabilità qualsiasi sia il problema. Devo riuscire d affrontare la mia vita volontariamente. Nichiren Daishonin ci dice che dobbiamo avere il coraggio, la risolutezza, di usare la pratica per le cose che pensiamo non riusciremmo a fare mai, poi ci dice, saremo forti come il demone armato di una spranga di ferro. Dice " Io, Nichiren ho iscritto la mia vita con inchiostro sumi quindi credi nel Gohonzon con tutto il tuo cuore. Fai appello a tutta la tua fede e prega questo Gohonzon, poi cos’è che non possiamo ottenere?"

L’ESPERIENZA DI UNA DONNA GIAPPONESE

Questo mi ricorda un’esperienza, la chiamo la mia esperienza da donna giapponese perché richiama veramente questo punto. Questa donna è nata in Giappone in una famiglia che praticava già. Anche lei praticava questo buddismo per tutta la sua vita, ma quando arrivò ai settanta, sviluppo un’artrite molto dolorosa. Così dolorosa che le era molto difficile anche riuscire a fare le cose normali della sua vita quotidiana. Andò dal suo medico per una cura, e questo la portò da un dottore all’altro, finché un dottore alla fine non le disse; " mi dispiace ma non c’è proprio niente che possiamo fare per lei". Non è necessario dire che quando pratichi per tutta la tua vita arrivata ai settant’anni sei abbastanza scoraggiato di sentirti dire ciò.

Ma fortunatamente per lei, e per noi, abbiamo questa organizzazione di compagni di fede, quindi andò da uno dei membri più anziani nella fede per chiedere incoraggiamento e giuda. Dopo averla ascoltata gli disse. " lo sai penso che la ragione che per cui niente è cambiato è che tu hai preso per garantito quello che il medico ti ha detto. Hai preso per buona l’idea che hai un male incurabile. Ma Nichiren Daishonin di che Nam-Myoho-Renge-Kyo è così potente che può cambiare il tuo karma anche quello che tu credi incambiabile. Quindi va bene che la scienza medica non abbia soluzioni, perché tu le hai. Hai sempre avuto la soluzione dentro di te e adesso lo puoi provare recitando. Il fatto è quanto credi a Nichiren Daishonin quando dice quanto Nam-Myoho-Renge-Kyo è potente. Devi cominciare a credergli e recitare con l’intima convinzione che tu hai già dentro di te la soluzione. E quella soluzione è Nam-Myoho-Renge-Kyo.".

" Devi cominciare ad indirizzare Nam-Myoho-Renge-Kyo dentro il tuo corpo, con tale intensità, credo e con tale convinzione e potere che raschierai vi questa malattia con la tua preghiera, e la tua determinazione.". Lei lo ringraziò e andò a casa. Lo richiamò dopo 15 giorni ringraziandolo perché i suoi dolori erano scomparsi. La ragione per cui amo questa esperienza è perché credo che non importa da quanto tempo uno pratica, ognuno di noi si da per vinto una moltitudine di volte al giorno. Separiamo noi stessi dal nostro ambiente karmico. Lo guardiamo, invece di guardarlo attraverso gli occhi del Buddha o attraverso la legge di causa ed effetto, ma lo guardiamo con occhi diversi e ci convinciamo che non ha niente a che fare con noi e quindi che non lo possiamo cambiare.

Anche se Nichiren Daishonin ci dice quanto Nam-Myoho-Renge-Kyo sia potente, quanti di noi non si prendono neanche la briga di usare la nostra fede per provare e sfidare il nostro sistema di credere? Non penso che nessuno di noi abbia mai usato la fede per fare quello che riusciamo a fare attraverso i nostri sforzi. E così pratichiamo in quel modo. Utilizziamo la fede per permetterci di superare i nostri sforzi umani. Ma non possiamo trasformare l’impossibile in possibile fintanto che non abbiamo il coraggio di lottare alla grande.

Permettetemi di condividere con voi una mia personale esperienza, perché voglio parlare solo del vedere me stessa con gli occhi del Buddha, attraverso la legge di causa ed effetto, anziché la mia abilità di vedere le altre persone.

TRASFORMARE LE NOSTRE RELAZIONI

Qualche anno fa avevo una responsabile divisione donne locale che giudicavo terribilmente. Pensavo che facesse cose per ferire i membri, e considerando che sono un avvocato e vivo nel mondo dei fatti, ho persuaso e convinto me stessa che ero nel giusto. Faceva cose per ferire le altre persone e perché pensavo di essere io la persona che doveva sistemare i suoi errori, andavo da queste persone dopo che lei ci aveva parlato e cercavo di aggiustare la situazione. Dopo alcuni suoi "incoraggiamenti" ero così arrabbiata per quello che aveva fatto che la giudicavo aspramente. Ero diventata ipocrita perché ero nel giusto e potevo provarlo.

Quello che successe fu che la mia vita divenne una sofferenza dovuto al mio giudizio nei suoi confronti. Questa stupida sofferenza che era in me ogni giorno. E devo dirvi che anche se recitavo, non potevo togliermi questa sofferenza. Facevo attività come una pazza e ancora non riuscivo a togliermi questo dolore. La sofferenza era con me ovunque e ogni giorno e se quella donna entrava in una stanza era come se avesse il telecomando del io giudizio. Entrava nella stanza e tutto questo dolore e giudizio mi venivano fuori involontariamente e non potevo controllare me stessa per salvare la mia vita. Tutta questa rabbia, e questo giudizio continuava uscire da me. Come ho sofferto…ho sofferto per due lunghi anni per questo finché non l’ho visto con gli occhi del buddha e cambiato. Ed è una delle migliori lezioni ho mai imparato perché ho una grande e sviluppata natura sputa sentenze.

Quando giudico qualcuno avviene cosi. " non stai facendo del tuo meglio perché se tu stessi veramente facendo del tuo meglio non saresti così.". Quello che dovevo capire è che la mia visione delle cose era una comprensione molto superficiale del karma, e chiaramente, il karma è molto più profondo di così. Ho dovuto imparare, attraverso la mia sofferenza per due anni, che non è così semplice. Puoi fare del tuo meglio chiaramente, ma proprio per la profondità del tuo karma nella tua area dei problemi, ci vorrà molta lotta e rivoluzione umana per cambiarlo fondamentalmente. Parte del problema che nessuno di noi può vedere quanto profondo sia il nostro karma. Forse prenderà un altro anno. Forse ci vorrà un giorno. O forse anche quindici anni, ma la promessa di Nichiren Daishonin è che possiamo cambiare il nostro karma in questa vita. Quindi finalmente dopo che ho sofferto abbastanza decisi che era meglio applicare qualche guida che mi fu data nel 1996. Ho capito che questa giuda è del tipo che può aiutarci a cambiare ogni problema di relazione possiamo avere. Questa guida mi è stata data dal Vice presidente Hasagawa, uno dei segretari personali del presidente Ikeda, quando Sensei venne negli Usa l’ultima volta. Questa, in effetti, è una giuda che il presidente Toda diede a Sensei.

ESEMPIO DI COME NON ESSERE

Quando Sensei andò dal presidente Toda per una giuda, era completamente frustrato dal comportamento di alcuni responsabili dell’organizzazione. Il presidente Toda fu veramente diretto con Sensei e gli disse che doveva prendersi la responsabilità di creare il tipo di organizzazione che voleva avere. E poi gli disse; " ogni dolore, ogni sofferenza, ogni frustrazione che provi per un’altra persona dovrebbe essere incisa sul tuo cuore. Non te lo dimenticare mai. Poi fai in modo che mai farai la stessa cosa ad un altro essere umano. Tutti vogliamo crescere ed essere felici e creativi, ma il punto che spesso non vediamo è che la missione di alcune persone nella nostra vita è quella di insegnarci ad essere degli esseri umani migliori attraverso il loro esempio negativo. Sono degli insegnanti così potenti del "non essere cosi" come quelli del buon esempio.". Il punto è; impariamo la lezione oppure ci giriamo attorno e facciamo la stessa cosa per la quale stiamo accusando gli altri?

E non si fermo solo a questo, il presidente Toda continuò dicendo che dobbiamo capire che la ragione per cui siamo qui in questo momento, in questa vita, vivendo questo problema, in questo ambiente, e con queste persone è perché è la nostra missione, è solo la nostra missione, di trovare la soluzione al problema. La soluzione del problema non è mai aspettare di vedere le altre persone cambiare. Ogni volta che aspettiamo di vedere qualcuno cambiare, abbiamo perso l’opportunità di fare la nostra rivoluzione umana, di cambiare e di conseguenza diventare più felici. Anche io ho dovuto vedere la causa e l’effetto con e nella mia vita e il mio ambiente. C’era una ragione per cui la mia responsabile era nella mia vita tirando fuori tutta la mia criticità negativa. E quindi cominciai a recitare con il pensiero: QUESTA E’ LA MIA MISSIONE, DEVO TROVARE LA SOLUZIONE A QUESTO PROBLEMA.

Era chiaro che aspettare che lei cambiasse non era la risposta corretta, erano passati due anni ed ero sicura di questo. Ho cominciato a recitare per la saggezza di vedere che cosa dovevo fare per cambiare questa situazione. E mi sono messa in un viaggio di seria riflessione personale. Quello che ho visto è stato: anche se cerco di fare del mio meglio, non sono sempre orgogliosa di me stessa ogni giorno quando torno a casa, cioè di come gestisco alcune situazioni nella mia vita. E ho dovuto anche comprendere che anche se ho cercato di fare del mio meglio per due anni, non sono stata capace di vincere il mio giudizio negativo per questa donna. Quando ho potuto mi sono chiesta; " che cosa mi fa pensare che ho il diritto di giudicare un altro essere umano sotto certi standard"? Ho cominciato a vedere che quello che osservavo in lei non era altro che un altro essere umano che, come me, stava combattendo con le sue debolezze e che, sempre come me, non era stata ancora capace di vincerle perché è un processo che richiede tempo e deve cominciare con la propria realizzazione, rivoluzione umana, sfida e cambiamento.

Nel momento in cui capii questo…veramente capito, non intellettualmente, ma con la mia vita, … una preghiera venne fuori che non avevo mai fatto prima. E quella preghiera era… "Ho deciso che avrei preso la completa responsabilità perché lei riuscisse a vincere sulle sue debolezze", e significa che avrei cominciato a mandarle Daimoku per la sua vita con la determinazione che attraverso il mio solo daimoku, avrei cominciato a distruggere quella sua negatività. Avrei mandato Daimoku a quella sua debolezza che stavo giudicando così spietatamente, e avrei lottato nella sua vita con il mio daimoku. Con la determinazione che attraverso il Daimoku assicurerò che lei stessa riesca a sfondare. Nell’istante in cui sono stata capace di recitare in questa maniera, la mia relazione con lei cambiò immediatamente. Quello che ho realizzato ora è, che non era lei che doveva cambiare, ma io.

Ho cambiato me stessa da una persona ipercritica, in una persona compassionevole per un altro essere umano. Il mio giudizio su di lei, divenne la mia preghiera e le mie aspettative nei suoi confronti. E lei era diventata il mio schermo cinematografico che stava proiettandomi indietro esattamente quello che mi stavo aspettando da lei. Quando sono stata capace di prendermi la responsabilità di aiutarla a vincere sulle sue debolezze, ho scoperto che potevo veramente provare una compassione per lei. Le mie preghiere e le mie aspettative cambiarono profondamente perché ero riuscita a collegarmi con l’altra parte della sua vita. Sono stata capace di aprirmi a lei per la prima volta. Ho poi scoperto che questo tipo di preghiera profonda è una preghiera che ci permette di velocizzare la nostra rivoluzione umana e diventare un bene forte e potente per Kosen Rufu. Quello che sono arrivata a capire è che tra me e il mio ambiente non c’è distacco, le debolezze che tutti noi sperimentiamo nelle altre persone portano il miglior messaggio possibile per noi di cambiare.

LO SPIRITO SOKA

Tutte le persone nel mio ambiente hanno una connessione di causa con la mia vita. C’è una ragione per la quale sono nella mia vita e una ragione per cui sto avendo questo problema. Quando lo affronto con la determinazione: " io combatterò la manifestazione della negatività nella loro vita che mi sta nuocendo". Perché questa manifestazione è anche il mio Karma, e quando posso affrontarlo con la determinazione che " con il mio Daimoku, lotterò contro la mia stessa negatività, lotterò contro la mia oscurità fondamentale. Lotterò con le debolezze che vedo negli altri". Con la determinazione che: " Assicurerò che mandandogli il mio Daimoku saranno capaci di vincere la loro stessa negatività.". E questo è come possiamo lavorare tutti assieme. Questo è lo Spirito della Soka. Quando lotti contro il diavolo che sembra essere al di fuori di te, cambierà il diavolo concorrente che sta dentro di te. Quando lotti contro il male o la negatività che esiste al di fuori di te con la determinazione che stai aiutando un altro essere umano a vincere, simultaneamente diventa una grande causa per cambiare la stessa cosa che esiste in te stessa. Ed esiste dentro di te, altrimenti né tu né io staremo provando questo.

Questa è una delle migliori cause che posso mettere per cambiare la mia vita. E mi permette anche di praticare questo buddismo correttamente. Perché mi permette di usare la mia vita per aiutare un altro essere umano. Non è mai un sacrificio ogni volta che posso aiutare un altro essere umano; sto solo cercando di creare più valore. E quello che ho in ritorno è quadruplicato. È uno dei modi più veloci di cambiare il nostro karma. Permettetemi di spiegarvelo in un altro modo.

Ho dato guida a una donna che è venuta da me il mese scorso…lei è sposata con due figli ed era frustrata e sofferente perché entrambi i suoi figli erano dipendenti da droga e alcool. Di seguito mi racconto del passato di suo marito, raccontò come suo marito era cresciuto in una famiglia di alcolizzati e violenta. Continuò poi la sua storia, spiegandomi che il problema che stavano avendo con i loro figli era dovuto a suo marito e al suo passato. L’ho guardata e le ho detto: " Ok, adesso parliamo un po’ del tuo passato". Facendole domande ho scoperto che anche lei è cresciuta in una famiglia violenta verbalmente e fisicamente. Anche suo padre aveva avuto problemi di alcool. Gli abusi diventarono così grandi che sua madre decise finalmente di lasciare suo padre. Dopo aver ascoltato tutto questo, l’ho guardata e le ho detto, " dimentica tuo marito e il suo passato. Voglio che tu capisca che i problemi che ti adesso stai avendo con i tuoi figli non sono altro che una manifestazione del tuo destino famigliare.". Mi state seguendo? Proprio perché è cresciuta in una famiglia con problemi di alcool e violenta, adesso si trovava in un matrimonio dove suo marito abusava verbalmente di lei e dei suoi figli. E ora i suoi figli stavano manifestando lo stesso comportamento karmico di dipendenza, essendo anche loro dipendenti da alcool e droga. Quindi le dissi. " avresti potuto sposare il principe del Giappone e avresti avuto lo stesso matrimonio che stai avendo adesso.". La grandezza di questa pratica è che Nichiren Daishonin ci ha dato lo strumento con il quale possiamo cambiare qualsiasi cosa che continua ad essere un problema… quello che lei, e tutti noi dobbiamo realizzare, è che abbiamo questo strumento e questo strumento è Nam-Myoho-Renge-Kyo e dobbiamo solamente iniziare ad usarlo propriamente. Quando impariamo come usare propriamente Nam-Myoho-Renge-Kyo in risposta a ogni ostacolo che si presenta, cominciamo a mutare qualsiasi problema in qualcosa di valore e accrescimento per la nostra vita. Così tanto che durante il processo di cambio del nostro karma a un livello fondamentale, possiamo avere dei momenti felici.

C’è un libro chiamato "the flow" (il flusso?) di un professore dell’università di Chicago. E stato in giro per un po’ e adesso è in brossura. In essenza, questo professore per molti anni ha studiato quale cosa sia in comune in tutti gli esseri umani in uno stato di vera felicità. Qual’è il denominatore comune per il quale proviamo vera felicità? La sua conclusione è che, proviamo sempre vera felicità ogni volta che sfidiamo i nostri limiti. E io penso che questo sia la stessa cosa che consiste nel Buddismo di Nichiren Daishonin quando ci pensiamo. Spesso possiamo pensare che felicità significhi l’assenza di problemi, ma la realtà della vita ci fa capire che dobbiamo sempre affrontare dei problemi.

 

 

UNA SFIDA

Diciamo che sei un maratoneta e stai correndo la maratona di 25 miglia, e sei all’ultimo quarto di miglio della corsa. Non stai bene in quel momento. I tuoi polmoni stanno per esplodere, i tuoi piedi sono pesantissimi e il tuo corpo è dolorante, e il tuo cervello ti sta urlando di fermarti! Ma continui ad andare avanti non importa tutto quello che sta succedendo dentro la tua testa e il tuo corpo. Nel momento che passi il traguardo, hai la sensazione che c’è l’hai fatta contro tutto. Non è quella felicità? È quella sensazione che nessun altro potrà mai darti. Continuerai sempre a provare quella sensazione ogni volta che sfidiamo i nostri limiti e li vinciamo, invece che permettergli di vincerci.

Il Buddismo di Nichiren Daishonin è lo studio della vita, la tua e quella degli altri. È lo studio di come padroneggiare sui problemi. Quando impariamo a padroneggiare sui problemi, i problemi non sono più problemi. Possiamo vederli come l’opportunità di crescita, come un segno che stiamo facendo qualcosa di giusto, e che stiamo avendo un’altra opportunità di crescere di più e provare di più, e di avere grandi capacità come esseri umani. Nel momento in cui si presenta un problema è una sfida, ed è un’opportunità. Quando parliamo dell’arte di sentire, vedere con gli occhi del Buddha e recitare con il cuore del Buddha, dobbiamo cominciare a capire che tutti gli esseri umani, che recitino oppure no, stanno provando una costante e spesso molto dolorosa battaglia con l’oscurità fondamentale. Quando siamo presi con le nostre debolezze, e quasi come se fossimo posseduti dalla stessa oscurità.

Quando sono stata presa dai miei pregiudizi sulla responsabile di cui parlavo prima, era come se fossi posseduta da questi. E anche se sapevo intellettualmente che non era una cosa giusta da fare e sapevo che non avrei dovuto fare, non ho potuto fermarmi dal farlo. Succede quando stiamo combattendo con le nostre debolezze. Possiamo intellettualmente sapere, " dovrei stare zitta ora perché non sto creando valore per risolvere questo problema, perché non lo sto facendo?" questa non è la strada del Buddha. Il mio punto è che qualsiasi persona essa sia, i genitori, il compagno, il capo, e anche se non giustifico un comportamento sbagliato, dobbiamo sforzarci di vedere la cosa con gli occhi del Buddha, quello che stiamo provando è la battaglia di questa persona con la sua oscurità interiore. E non sono capaci di vincerla, ne sono posseduti. Quindi la ragione per cui essi sono nella nostra vita è che sono uno specchio dell’ambiente del nostro stesso Karma.

LA CHIAVE PER APRIRE IL NOSTRO POTENZIALE

Cerchiamo di capire che il nostro karma è sia negativo che positivo. Dobbiamo riconoscere la parte positiva del nostro karma e accettare noi stessi per esso. Almeno non soffriamo per questo. Capite che c’è un filo causale tra noi e le persone che incontriamo e tutto quello che proviamo. In altre parole ognuno di noi ha la più grande fortuna nel mondo perché c’è stato dato il più bel regalo da Nichiren Daishonin. E qui siamo nell’ambiente perfetto per dimostrarlo. Questo regalo è la chiave per aprire il nostro potenziale per utilizzare la legge mistica che esiste fuori e dentro di noi. E aprendolo che lo possiamo indirizzare ovunque nell’universo. Usandolo con la convinzione e il credo che esso ha un potere illimitato ed è capace di fare qualsiasi cosa.

Quindi cercate di vedere, che queste persone che ci causano sofferenza nella vita sono parte di questo regalo e ci permettono di trasformare il nostro destino profondamente. Se solo possiamo trovare la compassione di mandargli il nostro Daimoku con la determinazione che attraverso il nostro recitare, stiamo lottando le loro debolezze con loro, potranno essere capaci di vincere contro le loro debolezze in questo preciso momento, ma adesso sono nella mia vita per darmi l’opportunità di sconfiggere la loro stessa negatività. E attraverso la lotta contro la negatività e la debolezza in altre persone, cambio simultaneamente me stessa. Tutte le persone che nella nostra vita ci portano sofferenza sono il nostro regalo migliore. Sono coloro che ci danno l’opportunità di cambiare fondamentalmente. Invece di vedere tutto come qualcosa al di fuori di noi dobbiamo recitare per vedere la causa e l’effetto nelle nostre vite. Per vedere che c’è una connessione di causa tra me e tutto quello che sto provando in pensieri, parole e azioni. Quando arriviamo a questo punto è incoraggiante (ci da potere). Quando vediamo che c’è una connessione di causa tra tutti noi i nostri problemi e il nostro ambiente, significa che abbiamo l’abilità di cambiare. Se invece separiamo noi stessi dal nostro ambiente, diventiamo impotenti a cambiarlo.

Quando percepiamo le cose da questa profonda prospettiva, anche se non lo possiamo vedere con i nostri occhi, quella connessione interiore tra noi e tutto il resto è sempre presente. Dobbiamo sfidare tutti i piccoli problemi, che i grandi che sono solitamente composti da piccoli problemi. E dobbiamo credere che non importa quanto preghiamo, qualsiasi cosa succeda durante il giorno, ogni piccola sfida che si presenta è la risposta alle nostre preghiere. Ogni sfida si presenta per farci affrontare le debolezze della nostra vita che ci trattengono. Ed è solo affrontandole e vincendole che mettiamo la causa per andare avanti nella nostra vita, e Kosen Rufu di conseguenza.

La vita è questo viaggio alla scoperta, qualche volta dopo anni e anni di pratica, che quello che abbiamo cercato sempre nella vita; lo abbiamo sempre avuto. È sempre stato dentro di noi. Con Nam-Myoho-Renge-Kyo non ci sono limiti che non possiamo raggiungere, quello che possiamo essere, e quello che possiamo fare. La nostra esperienza di crescita sarà illimitata. Se abbiamo il fegato e il coraggio di usare la potente spada del Sutra del Loto, possiamo vincere. Usando la strategia di recitare Nam-Myoho-Renge-Kyo prima di tutto, anziché la nostra testa. Se possiamo usare la strategia di capire che qualsiasi sia il problema, fondamentalmente noi abbiamo la soluzione. E recitare con la convinzione che Nam-Myoho-Renge-Kyo sveglierà la nostra saggezza di vedere la nostra vita, correttamente possiamo mettere le cause necessarie per cambiarla.

La gioia, quel nuovo senso di gioia di cui stavamo parlando, e l’effetto diretto della voglia di sopraffare le nostre più grandi e profonde insicurezze, paure e dubbi. Arrivare dall’altra parte quella parte che abbiamo sempre aspettato, ma possiamo arrivarci solo lottando e superando i problemi e le difficoltà della realtà presente.

Usare la Vita, di Marina Marrazzi

Non cercare lontano. Non sfuggire il vicino.
Quante volte abbiamo sentito il peso del nostro presente: faticoso, opprimente, doloroso, inadeguato a noi. E abbiamo sopportato tale peso con l’unico obiettivo di trovarci finalmente altrove per poter stare meglio, lontano da questo presente che ci è capitato come un’ingiustizia, una sfortuna, una strettoia che dobbiamo attraversare il più in fretta possibile.
Dal punto di vista del Buddismo, fare così vuol dire buttare via la nostra occasione e continuare a perdere tempo.
Perché è pura illusione, per il Buddismo, considerare i problemi un ingombrante e doloroso accidente da aggirare o neutralizzare per poi finalmente stare tranquilli. I nostri problemi, tutte le sfide o le difficoltà di cui volentieri faremmo a meno, sono il nostro tesoro. Il nostro unico e inevitabile terreno per sperimentare la Legge di causa ed effetto. La nostra unica occasione di trasformazione e risveglio, per noi e per chi ci sta accanto. Il karma che noi stessi abbiamo scelto per poter manifestare la Buddità. La nostra missione.
Missione. In giapponese il termine usato è shimei, che significa letteralmente "usare la propria vita". Un invito a utilizzare ciò che sta vicino e a non cercare lontano. A mettere in campo i dolori e le speranze che abbiamo a nostra disposizione, proprio quelli che ci inseguono e sembra ci perseguitino, e farne il nostro punto di partenza. La materia prima per andare di fronte al Gohonzon e recitare con tutto il cuore per raggiungere lo stato vitale che desideriamo e che ci dà gioia. Sperimentando ancora una volta l’insegnamento più profondo e sottile del Buddismo rivelato dal Daishonin: cioè che la soluzione – alla sofferenza, all’ignoranza, alla finitezza – è qui, vicinissima, anche se non è facile da vedere. Perché l’unica differenza tra un Budda e un comune mortale è che il secondo non sa di esserlo ma va alla ricerca di qualcosa al di fuori che appaghi e dia risposte. Questa è la verità più profonda e sottile racchiusa nel meraviglioso insegnamento del Sutra del Loto predicato da Shakyamuni e ripreso da Nichiren Daishonin.
Nichiren insegna che riconoscere che noi siamo Budda e che lo sono pure tutti gli altri, e agire di conseguenza, è la causa positiva fondamentale da cui scaturiscono tutti gli effetti benefici. Mentre non credere in questa realtà è la causa negativa fondamentale, l’offesa alla Legge, che ha come effetto la sofferenza. «Offendere la Legge significa non credere, dubitare dell’esistenza della natura di Budda in noi e negli altri. Questo dubbio è la causa fondamentale che impedisce alla Buddità di emergere e che genera vari tipi di karma negativo. Sradicare questo dubbio e far emergere il mondo di Budda è la legge causale più importante che ci rende possibile cambiare il karma» (MDG, 2, 49).
Questo passaggio è essenziale. Perché sgombra il campo da ogni sorta di elucubrazione o congettura su quale causa positiva si debba mettere per ottenere quel particolare effetto positivo o superare quel particolare effetto negativo. A questo punto è chiaro: il semplice atto di cercare con il Daimoku la nostra Buddità per affrontare una sfida è la causa positiva fondamentale che ha come conseguenza di illuminare tutti gli effetti dannosi delle cause negative poste in innumerevoli vite precedenti, destituendoli di ogni potere di farci soffrire, rendendoli occasione per creare valore, comprensione, realizzazione, e dunque sostanzialmente modificandoli di segno.
Guardando dritto in faccia il nostro karma e cogliendone il vero significato, ogni avversità può aiutarci a condurre una vita più ricca e feconda, dice il presidente Ikeda. Inoltre, le azioni che compiamo per combattere il nostro karma diventano un esempio e una fonte di ispirazione per altri.
Senza soluzione di continuità: affronto il mio karma, e di questa impresa faccio la mia missione, che abbraccia anche gli altri.
Perché usando la mia vita, "cogliendo il vero significato" di un mio problema, di un mio dolore, di una mia frustrazione attraverso il Daimoku, scopro qualcosa che non riguarda solo me ma riguarda il funzionamento profondo della vita che appartiene a ogni individuo, scopro in me l’eternità della Legge mistica di causa ed effetto, la capacità concreta che abbiamo di vivere uniti come esseri umani attraverso le uniche e irripetibili qualità di ciascuno e di ciascuna di noi.
Usare la vita, trasformare il karma in missione, vuol dire dunque prendere la vita molto sul serio, perché quello che facciamo e che non facciamo, quello che comprendiamo e cosa diventiamo riguarda profondamente anche la vita degli altri. E non solo: nel momento stesso in cui decidiamo di considerare il nostro karma come la nostra missione diventiamo persone che "hanno volontariamente assunto il karma appropriato" allo scopo di diffondere la Legge mistica. Proprio come quei grandi bodhisattva descritti nel decimo capitolo del Sutra del Loto che scelsero di rinascere in questo mondo malvagio per propagare la Legge, animati dal desiderio di salvare coloro che stavano soffrendo.

Il tamburo alla Porta del Tuono

"Una donna che abbraccia il re leone del Sutra del Loto, non deve temere le belve dell’Inferno, dell’Avidità e dell’Animalità. Tutte le colpe commesse da una donna nella sua vita sono come erba secca; il carattere myo del Sutra del Loto è come una fiammella. Quando si accosta una fiammella a una distesa d’erba, non solo tutta l’erba, ma anche grandi alberi e grandi pietre saranno consumati dalle fiamme. Con il fuoco della saggezza del carattere myo, non solo tutte le colpe svaniranno, ma si trasformeranno in cause di benefici. Questo è il significato di cambiare il veleno in amrita. Per esempio, la lacca nera diventa bianca mescolandovi della polvere bianca: i peccati di una donna sono come la lacca e le parole Nam-myoho-renge-kyo sono come la polvere bianca.
Al momento della morte, se una persona è destinata a cadere nell’inferno, la sua pelle diventa scura e il suo corpo pesante come una pietra che solo mille uomini possono smuovere. Nel caso di una donna virtuosa, anche se è alta sette o otto piedi e di carnagione scura, al momento della morte la sua pelle diventa chiara e il corpo leggero come come una piuma d’oca e morbido come un fiocco di cotone.
Da Sado a questa provincia vi sono mille ri di mare e montagne. Tu, come donna, hai mantenuto la fede nel Sutra del Loto e per anni mi hai fatto visita inviando qui tuo marito in tua vece. Sicuramente il Sutra del Loto, Shakyamuni, Taho e tutti i Budda delle dieci direzioni conoscono la tua devozione. Per esempio, anche se la luna nel cielo dista quarantamila yojana, il suo riflesso appare istantaneamente negli stagni sulla terra; il suono del tamburo alla Porta del tuono si ode immediatamente a distanza di dieci milioni di ri. Benché tu sia rimasta a Sado, il tuo cuore è giunto in questa provincia.
Anche la strada per raggiungere la Buddità è così: noi viviamo nella terra impura, ma il nostro cuore risiede sul Picco dell’Aquila. Vedere la faccia non è importante, è il cuore quello che conta. Un giorno ci incontreremo sul Picco dell’Aquila dove risiede il Budda Shakyamuni. Nam-myoho-renge-kyo, Nam-myoho-renge-kyo."

Rispettosamente,
Nichiren

Il 19 del decimo mese intercalare del primo anno di Koan (1278)

Gosho di Capodanno

Gosho di capodanno

Ho ricevuto un centinaio di mushimochi1 e una cesta di frutta. Il giorno di capodanno è il primo dei giorni, l’inizio del mese, l’inizio dell’anno e l’inizio della primavera2. La persona che celebra questo giorno accrescerà le sue virtù e sarà amata da tutti, come la luna diventa piena da occidente a oriente e il sole risplende avanzando da oriente a occidente.
Per prima cosa, alla domanda di dove si trovino l’inferno e il Budda, alcuni sutra affermano che l’inferno si trova sotto terra, altri che il Budda risiede a occidente. Ma a un attento esame, risulta che entrambi esistono nel nostro corpo alto cinque piedi; la ragione per cui penso così è che l’inferno esiste nel cuore di chi disprezza suo padre e non si cura di sua madre. È come il seme del loto che contiene al tempo stesso il fiore e il frutto.
Anche il Budda esiste nei nostri cuori, così come dentro la pietra focaia esiste il fuoco e dentro la gemma esiste il valore. Noi comuni mortali non possiamo vedere le nostre ciglia che sono vicine né il cielo che è lontano. Ugualmente non sappiamo che il Budda esiste nel nostro cuore.
Tu potresti dubitare e chiedere come possa il Budda risiedere dentro di noi se il nostro corpo, generato dallo sperma e dal sangue dei genitori, è la fonte dei tre veleni e dei desideri carnali. Ma riflettendo bene se ne comprende la ragione. Il puro fiore di loto sboccia dalla melma, il profumato sandalo cresce dalla terra, il grazioso bocciolo di ciliegio spunta dall’albero, la bella Yang Kuei-fei3 nacque dal ventre di una serva e la luna si alza da dietro le montagne e le rischiara.
La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina, la fortuna viene dal cuore e ci fa onore.
Il tuo cuore che desidera fare offerte al Sutra del Loto ora, all’inizio del nuovo anno, è come il fiore che spunta dall’albero, come il sandalo che cresce sulle montagne nevose o come la luna che sorge. Adesso il Giappone, diventando nemico del Sutra del Loto, si è attirato la sfortuna da mille miglia lontano, perciò coloro che credono nel Sutra del Loto attireranno la fortuna da diecimila miglia lontano. L’ombra è formata dal corpo e, come l’ombra segue il corpo, la sfortuna colpirà la nazione i cui abitanti sono nemici del Sutra del Loto. I seguaci del Sutra del Loto al contrario sono come il profumato legno di sandalo. Ti scriverò ancora.
Il quinto giorno del primo mese
Risposta alla moglie del signor Omosu
Nichiren

NOTE:
1. Mushimochi: dolci di riso tradizionali delle feste di Capodanno.
2. Secondo il calendario lunare in uso ai tempi del Daishonin, l’anno inizia con la luna nuova più vicina al giorno intermedio fra solstizio d’inverno ed equinozio di primavera, corrispondente al nostro 5 febbraio, per cui il capodanno è mobile potendo variare dal 21 gennaio al 19 febbraio.
Bisogna anche tenere presente che, poiché per far coincidere i mesi solari con i mesi lunari, ogni due anni si doveva aggiungere un mese supplementare o intercalare, la differenza fra date del calendario lunare e date del calendario solare può sfiorare i tre mesi.
3. Yang Kuei-fei: favorita di Hsüan-tsung, sesto imperatore della dinastia T’ang. Sebbene di umili origini, fu scelta dall’imperatore per la sua straordinaria bellezza.


Mushimochi Gosho
Gosho Zenshu, pag. 1491
Scritto il 5 gennaio, forse a Minobu
Destinato alla signora Omosu

CENNI STORICI – Questo Gosho fu inviato alla signora Omosu, sorella maggiore di Nanjo Tokimitsu, per ringraziarla dell’offerta dei tradizionali mushimochi, dolci di riso bollito, inviati per celebrare il nuovo anno. La signora Omosu, conosciuta anche con il nome buddista di Myoichi Sonni, era la moglie di Ishikawa Shinbei Sanetada, signore di Omosu, una regione ad est del tempio Taiseki-ji.
Il manoscritto originale conservato al tempio Taiseki-ji, porta la data del “quinto giorno del primo mese”, ma non se ne conosce l’anno. Si sa tuttavia che il Daishonin lo scrisse negli ultimi anni della sua vita. In esso il Daishonin loda la sincerità della fede di chi inizia il nuovo anno facendo offerte al Sutra del Loto. Con parole semplici e poetiche spiega il profondo principio del mutuo possesso dei dieci mondi, per cui sia la Buddità sia l’inferno esistono nei nostri cuori.